Il 2026 è l’anno delle grandi Ipo legate a tech e intelligenza artificiale: oggi apre le danze Elon Musk con SpaceX, seguiranno Anthropic (che dovrebbe arrivare in Borsa entro ottobre) e OpenAI. Ma quali saranno le possibili implicazioni per i mercati e i portafogli degli investitori? Una domanda a cui ha cercato di rispondere Michael Strobaek, Global Chief Investment Officer della banca d’affari svizzera Lombard Odier. Strobaek sottolinea che “le mega-Ipo di quest’anno danno il via al più grande ciclo di quotazioni della storia. Finora, i mercati privati, dal venture capital ai fondi sovrani, hanno finanziato queste aziende sulla base della loro leadership tecnologica, delle loro capacità e del loro valore strategico. Questo ha consentito di rimandare le domande sulla redditività“.
I parametri dei mercati
I mercati, però, utilizzano parametri diversi. Con le Ipo, quindi, “l’attenzione si sposterà dalla narrazione ai numeri: si passerà da valutazioni dei mercati privati guidate dal racconto delle prospettive aziendali a un processo di determinazione del prezzo basato sul mercato. Le quotazioni forniranno agli investitori pubblici gli strumenti per misurare ricavi, leva finanziaria, flussi di cassa liberi e rischi legati alla concentrazione della clientela. In questo modo capiremo quali modelli di business sono in grado di generare rendimenti costanti, chi sta costruendo economie di scala e dove si sta effettivamente creando valore”, sottolinea l’analista di Lombard Odier ricordano che queste aziende “non sono ancora redditizie”.
I motivi di preoccupazione
Secondo Strobaek, fra ci motivi di preoccupazione c’è “l’emissione record di azioni da parte di società in perdita, valutate a multipli molto elevati (…) soprattutto considerando che almeno un importante indice azionario ha modificato le proprie regole per accoglierle, innescando acquisti da parte dei fondi passivi che replicano tali indici”. L’analista quindi si chiede: “Storicamente, i periodi di intensa attività nel mercato delle IPO hanno coinciso con i picchi dei mercati azionari. Queste società stanno forse scegliendo di quotarsi al culmine di una bolla legata all’intelligenza artificiale? Nel breve termine, i rischi appaiono limitati, poiché il contesto attuale non è quello dell’era delle dot-com”.
“Resta il fatto – prosegue il report – che il mercato delle IPO ha storicamente offerto risultati poco entusiasmanti. In media, le società statunitensi appena quotate hanno registrato performance inferiori rispetto al mercato nei primi tre anni di vita in Borsa, con il divario più marcato proprio nei periodi di maggiore entusiasmo degli investitori”.
Gli obiettivi delle maxi Ipo
Le tre mega-quotazioni di SpaceX, Anthropic e OpenAI hanno l’obiettivo di raccogliere complessivamente circa 215 miliardi di dollari. “Ciò – spiega Lombard Odier – rappresenterebbe appena lo 0,3% della capitalizzazione dell’indice S&P 500, limitando quindi i rischi immediati per la performance del mercato azionario. A differenza delle banche, le società tecnologiche non rappresentano un rischio sistemico. Esistono tuttavia alcuni impatti rilevanti. Il primo è un aumento della volatilità e una pressione sui titoli delle grandi aziende tecnologiche, che potrebbero essere utilizzati come fonte di liquidità per finanziare nuovi investimenti. Dopo i forti rialzi dei mercati e in presenza di valutazioni già elevate, questo elemento introduce inevitabilmente una nuova fonte di vulnerabilità“.
Le prospettive per il 2027
Strobaek aggiunge: “Esistono inoltre rischi di medio termine. Entro il 2027, quando verranno liberate le azioni oggi soggette a vincoli di vendita (lock-up), le condizioni macroeconomiche potrebbero rendere più difficile assorbire nuove emissioni. Un’eventuale e brusca revisione delle valutazioni potrebbe innescare un cambiamento del sentiment degli investitori o addirittura una più ampia correzione del settore tecnologico. Infine, queste IPO contribuiranno probabilmente ad aumentare la concentrazione del mercato azionario statunitense e la sua dipendenza dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale come principali motori della performance”.
Diversificazione
Strobaek conclude la sua analisi: “Mentre l’intelligenza artificiale trasforma economie e mercati, la diversificazione continua a essere essenziale per qualsiasi investitore. Questo ciclo di Ipo non riguarda soltanto la raccolta di capitali, ma rappresenta la fase successiva dell’evoluzione finanziaria e tecnologica. E lascia ancora aperta la questione fondamentale: chi riuscirà realmente a catturare il valore generato dall’intelligenza artificiale?”.
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