Intesa Sanpaolo, Banca europea per gli investimenti (BEI) e Agenzia spaziale europea (ESA) rafforzano il sostegno alla filiera aerospaziale italiana con un accordo biennale che consentirà di attivare fino a 300 milioni di euro di nuovi finanziamenti destinati alle piccole e medie imprese del comparto. L’intesa, presentata oggi al Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino in occasione del convegno “Finanza e aerospazio: le sfide per la creazione di campioni globali italiani”, fa di Intesa Sanpaolo la prima banca italiana e la prima banca commerciale a livello europeo ad avviare una collaborazione con BEI ed ESA nell’ambito della nuova iniziativa europea.
L’operazione si fonda sulla Space Lending Facility: la BEI mette a disposizione 150 milioni di euro che, attraverso un meccanismo di condivisione del rischio con Intesa Sanpaolo, consentiranno di attivare circa 300 milioni di euro di finanziamenti a medio-lungo termine. La banca europea garantirà il 50% di ciascun prestito, con durate fino a undici anni e dodici mesi di preammortamento, ampliando l’accesso al credito delle imprese della filiera.
L’obiettivo è sostenere gli investimenti delle Pmi lungo tutta la catena del valore, dalla produzione di sistemi satellitari e di geolocalizzazione allo sviluppo di infrastrutture spaziali e di telecomunicazione, fino ai progetti di ricerca e sviluppo e ai processi di internazionalizzazione.
“Con questa prima operazione in Europa a sostegno delle Pmi della filiera spaziale, realizzata insieme a Intesa Sanpaolo ed ESA, la BEI conferma il proprio impegno nel rafforzare la competitività e l’autonomia strategica dell’industria europea in un settore chiave per innovazione, sicurezza e transizione digitale”, ha dichiarato la vicepresidente della BEI, Gelsomina Vigliotti.
“L’industria aerospaziale italiana è caratterizzata dalla presenza di imprese in alcuni casi molto piccole e fortemente specializzate”, ha sottolineato Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. Grazie all’accordo, ha aggiunto, la banca mette a disposizione “una nuova opportunità unica in Europa” che integra strumenti finanziari, consulenza specialistica e opportunità di networking per sostenere la crescita delle imprese sui mercati internazionali.
Per il direttore generale dell’ESA, Josef Aschbacher, “per molte Pmi del settore spaziale il principale ostacolo alla crescita non è la tecnologia, bensì l’accesso ai capitali”. L’accordo rappresenta il primo risultato della Space Lending Envelope sviluppata da BEI ed ESA per facilitare l’accesso ai finanziamenti delle imprese europee del settore.
Oltre al credito, l’intesa prevede servizi di advisory dedicati ai processi di innovazione e internazionalizzazione, alla crescita dimensionale, alle operazioni di equity e a strumenti dedicati come Nova+ Space e Security, oltre a iniziative per rafforzare la value chain del comparto. L’ESA contribuirà con il proprio supporto tecnico e industriale, favorendo l’accesso delle imprese coinvolte nei programmi dell’Agenzia alle nuove opportunità di finanziamento.
Secondo i dati presentati nel corso dell’incontro, nel 2025 la filiera aerospaziale italiana ha generato circa 7 miliardi di euro di valore aggiunto e 8 miliardi di export, pari all’1,2% del manifatturiero. A livello globale, la Space Economy ha raggiunto nel 2024 un valore di 613 miliardi di dollari, in crescita del 7,8% sul 2023, e, secondo le stime della Space Foundation, arriverà a circa 800 miliardi nel 2027 e a 1.000 miliardi entro il 2032.
L’Italia conta una filiera con oltre 50 mila addetti e competenze che spaziano dalla fabbricazione di veicoli aerospaziali alle telecomunicazioni satellitari, dal software all’elettronica, dall’ingegneria alla meccanica. Tuttavia, i lunghi cicli di sviluppo, l’elevata incidenza di asset immateriali e la limitata disponibilità di garanzie reali rendono spesso difficile l’accesso al credito per le Pmi.
Intesa Sanpaolo, prima banca commerciale europea ad aderire all’ESA Investor Network, ha già sostenuto oltre 500 Pmi della filiera con più di un miliardo di euro di finanziamenti e una quota di mercato del 33%. L’accordo con BEI ed ESA si aggiunge agli strumenti già disponibili per Pmi e Mid Cap e consentirà al gruppo di supportare nel 2026 nuovi impieghi per oltre 2 miliardi di euro, consolidando una partnership pluriennale con la banca europea basata su strumenti innovativi di finanziamento e mitigazione del rischio.
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