Poderoso e sferzante il fondo del direttore Osvaldo De Paolini sul Giornale di lunedi 15 giugno dedicato all’ex Ilva. È possibile che già dall’inizio del declino, cioè dalla distruzione del soggetto industriale, i dirigenti dello Stato fossero consci della strada sbagliata intrapresa, pur infischiandosene di esaminare il percorso più corretto per una soluzione giusta?
Giorgio Stefanoni
Gentile Stefanoni, credo che all’origine della vicenda ex Ilva non vi sia stata tanto una consapevole volontà di distruggere un grande soggetto industriale, quanto una grave sottovalutazione delle conseguenze di decisioni irresponsabili assunte da magistratura e amministrazioni locali. Lo Stato centrale ha probabilmente pensato di poter conciliare esigenze ambientali, occupazionali e produttive senza una regia forte e coerente. Il risultato è stato un lungo stallo che ha indebolito l’azienda, scoraggiato gli investimenti e messo a rischio migliaia di posti di lavoro. Più che malafede, vedo una somma di errori, omissioni e mancanza di visione industriale.
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