Si è aperta la stagione delle dichiarazioni dei redditi. Ma non tutti devono presentare il 730: ecco quali sono i casi di esonero, legati soprattutto alla tipologia di reddito percepito, agli importi incassati e alla presenza di imposte già trattenute alla fonte.
Moneta ha preparato una panoramica delle principali situazioni in cui il 730 non è richiesto e dei casi in cui, invece, conviene verificare la propria posizione fiscale.
Chi può evitare la dichiarazione dei redditi
Tra i contribuenti esclusi dall’obbligo di presentare il modello 730 rientrano innanzitutto coloro che hanno percepito redditi contenuti entro determinate soglie fissate dalla legge oppure entrate già assoggettate integralmente a tassazione.
È il caso, ad esempio, di lavoratori dipendenti o pensionati con redditi annui fino a 8.174 euro, a condizione che abbiano avuto un unico sostituto d’imposta e nessun altro reddito aggiuntivo rilevante.
L’esonero può inoltre riguardare chi possiede esclusivamente l’abitazione principale e le relative pertinenze, come box o cantina che nella maggior parte dei casi non generano ulteriore imposizione fiscale.
Restano generalmente esclusi anche i redditi da prestazioni occasionali entro 4.800 euro annui, purché soggetti a ritenuta d’acconto e non accompagnati da altre entrate imponibili.
Dipendenti: quando il 730 non serve
Per molti lavoratori dipendenti gli obblighi fiscali vengono assolti direttamente dal datore di lavoro attraverso il meccanismo del sostituto d’imposta. Se durante l’anno è stato percepito un solo stipendio e le trattenute Irpef sono state effettuate correttamente in busta paga, la dichiarazione può non essere necessaria.
La stessa regola può applicarsi anche a chi ha cambiato impiego nel corso dell’anno, purché il nuovo datore abbia effettuato il conguaglio tenendo conto dei redditi precedenti.
Pensionati tra gli esonerati più frequenti
Anche numerosi pensionati rientrano nei casi di esonero. In particolare, chi riceve un unico assegno pensionistico da un solo ente previdenziale e non dispone di altri redditi imponibili, normalmente non deve presentare il 730 se le imposte sono già state trattenute correttamente.
In alcune situazioni contano anche i limiti reddituali previsti dalla normativa fiscale, soprattutto per chi percepisce pensioni modeste o possiede soltanto l’abitazione principale.
Prima casa e redditi esenti
Il solo possesso della prima casa, senza altri fabbricati locati o ulteriori fonti di reddito, non determina generalmente l’obbligo dichiarativo.
Esistono poi categorie di redditi che non concorrono alla formazione dell’Irpef e che quindi non impongono la presentazione del modello 730. Tra questi figurano alcune pensioni di invalidità, le rendite Inail, le pensioni di guerra, determinate borse di studio e vari sussidi assistenziali.
Anche alcuni compensi sportivi dilettantistici, entro i limiti stabiliti dalla legge, possono beneficiare di regimi fiscali agevolati o di esenzione.
Redditi già tassati alla fonte
Tra i casi più comuni di esonero rientrano anche i redditi finanziari già soggetti a imposta sostitutiva o ritenuta automatica. È il caso degli interessi maturati su conti correnti, depositi bancari o postali e di diversi strumenti finanziari, inclusi BOT e titoli di Stato.
Poiché la tassazione viene applicata direttamente dall’intermediario finanziario, tali redditi non devono normalmente essere riportati nel modello 730.
Come verificare se il 730 è obbligatorio
Per capire se si rientra nei casi di esonero è necessario valutare diversi elementi: tipologia di reddito, numero di datori di lavoro, eventuali conguagli effettuati e presenza di imposte già versate.
Tra i documenti da controllare con maggiore attenzione ci sono:
- la Certificazione Unica;
- eventuali contratti di locazione;
- certificazioni relative a redditi aggiuntivi;
- documentazione su investimenti o attività finanziarie;
- ricevute di spese detraibili o deducibili.
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