Posticipato di un anno il tour di Claudio Baglioni, che sarebbe dovuto partire il 29 giugno: il cantante dovrà rimanere fermo per almeno 90 giorni a causa di una polmonite interstiziale acuta. Sul sito Friends & Partners | Home sono disponibili tutte le nuove date per il prossimo anno, per cui rimarranno validi i biglietti già acquistati. Chi non può partecipare al nuovo tour potrà chiedere il rimborso fino al 30 giugno 2026 attraverso il circuito di vendita utilizzato per l’acquisto.
Il messaggio del cantante
Baglioni, che aveva annunciato che questo sarebbe stato il suo ultimo tour, ha rassicurato i fan sulle sue condizioni con un videomessaggio pubblicato su Instagram: “Proprio in occasione del mio compleanno, del mio 75° anniversario (il 16 maggio, ndr), ho preso un’influenza, una sindrome influenzale abbastanza tradizionale, di quelle un po’ fuori stagione. Però siccome non passava ho deciso di fare degli accertamenti e alla fine è venuto fuori che non era solo una semplice influenza, ma si trattava, o almeno si era trattato di una polmonite acuta interstiziale“.
“Sono comunque uscito fuori dalla fase più delicata“, ha aggiunto Baglioni, ma per “cantare tre ore quasi ogni sera un repertorio anche piuttosto impegnativo” bisogna essere “proprio al meglio della condizione e quindi abbiamo dovuto prendere una decisione anche dolorosa, difficile perché è significato scegliere di prendere tutto il blocco del calendario del Grand Tour, quello che sarebbe partito il 29 di giugno da Venezia e terminato poi a settembre a Torino, spostandolo esattamente di un anno, quindi dal 2026 al 2027″.
Le polizze ad hoc
Con la crescita del comparto concerti ed eventi dal vivo, che hanno vissuto un vero e proprio boom dopo il Covid, è cresciuto anche il comparto assicurativo ad hoc, ovvero quello dedicato alle polizze sui concerti e sugli eventi dal vivo.
Secondo un’indagine di Mak data inside, il comparto delle assicurazioni sugli eventi (che coprono fattispecie molto diverse, dai matrimoni alle convention aziendali, dai concerti agli eventi automobilistici) a livello globale vale circa 3,8 miliardi di dollari e si prevede che arriverà a 8,5 miliardi di dollari entro il 2035, con un tasso di crescita annuo dell’8,2%. A suo interno i concerti pesano per il 12%, i festival (anche musicali) per il 9%.
Secondo uno studio di SkyQuest, il comparto che cresce più rapidamente è proprio quello dei festival “trainati dall’aumento degli appuntamenti culturali, musicali ed enogastronomici in tutto il mondo. Molti festival stanno inoltre beneficiando della crescente diffusione di eventi di richiamo internazionale e dell’ingresso di investitori e sponsor di maggiori dimensioni, fattori che stanno contribuendo a una più forte espansione del mercato delle assicurazioni dedicate ai festival”.
Le copertura più richieste
Lo scopo principale delle polizze sui concerti è quello di ridurre i rischi finanziari associati a circostanze impreviste, come la cancellazione dell’evento, i danni materiali, le lesioni personali o il maltempo. Questa copertura consente agli organizzatori di tutelarsi dalle perdite economiche che potrebbero derivare da eventi fuori dal loro controllo.
Il tipo di polizza più richiesta (al 42%) è quella di responsabilità civile che copre danni causati a terzi, come gli spettatori, durante l’evento. Fra le altre copertura più diffuse ci sono la tutela legale, la copertura infortuni che protegge staff e artisti, le polizze contro l’annullamento e la cancellazione e quelle sui danni ai beni.
Le polizze per gli spettatori
Insieme al mercato dell’assicurazione sugli eventi, cresce anche quello delle polizze sui singoli biglietti che possono essere acquistate dagli spettatori. Di solito hanno un costo fisso e coprono in caso di problemi imprevisti (come decesso o malattia) che colpiscono il singolo spettatore, ma non in caso di cancellazione a causa dell’artista.
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