Il vento è favorevole e gli affari navigano spediti. Nel mare magnum dei cimeli da collezione, c’è un segmento che resiste alle correnti del tempo e alle fluttuazioni talvolta imprevedibili del mercato: quello dei memorabilia nautici. Gli oggetti di bordo dei grandi transatlantici, dei velieri da sogno e dei piroscafi che hanno solcato le principali rotte oceaniche del Novecento, oggi attirano infatti un pubblico sempre più ampio, sia per età sia per capacità di spesa. A fare da albero maestro alle compravendite è in particolare la scarsità dei pezzi autentici di pregio, che limita l’offerta e rende solide le quotazioni.

«La forza di questi cimeli sta nella loro capacità evocativa e decorativa, che alimenta una domanda trasversale . Il settore nautico, inoltre, intercetta una clientela mediamente facoltosa, sensibile sia al valore storico sia alla qualità estetica degli oggetti in questione», spiega a Moneta Cristiano Collari, responsabile della sede milanese di Pandolfini Casa d’Aste. Sestanti, bussole, campane di bordo, telegrafi di macchina, timoni e maniglie di comando continuano a esercitare un fascino incredibile sui lupi di mare e di terra, disposti ad aprire il portafoglio pur di aggiudicarsi pezzi che possono valere da poche centinaia a diverse migliaia di euro, con punte molto più elevate per i cimeli di comprovata provenienza storica.
Tra le aggiudicazioni più significative spicca quella di un orologio da tasca appartenuto a un passeggero del Titanic, battuto per circa 1,7 milioni di sterline. Documenti e oggetti personali legati alla vicenda del medesimo transatlantico hanno superato in più occasioni quota 300mila euro. Anche il mondo della Normandie, la celebre nave oceanica francese, registra valori elevati: arredi e componenti originali in stile Art Déco navigano infatti su una rotta a cinque zeri. Tra le imbarcazioni ancora oggi al centro di un mercato collezionistico florido ci sono pure la britannica Queen Mary e l’italianissima Andrea Doria, che continuano a generare interesse per gli oggetti di bordo, le dotazioni originali e le pregiate finiture di prima classe. In questi casi, sedie, lampade, porcellane e oggetti di cabina possono valere decine di migliaia di euro.

«Le grandi navi realizzate tra l’Ottocento e primi del Novecento, quando il jet set viaggiava per mare, sono le più interessanti in assoluto», annota Collari, ricordando come il nostro Paese abbia contribuito al fascino di quei salotti galleggianti. «Alcuni elementi dei transatlantici italiani sono stati firmati o influenzati da protagonisti del design e dell’architettura novecentesca come Gio Ponti e Marcello Piacentini. Il pittore Massimo Campigli partecipò all’allestimento e alla decorazione del Conte Biancamano, nave di linea italiana che collegava l’Europa alle Americhe».
L’autorevole storia di certi cimeli contribuisce in maniera significativa al valore degli stessi. Ma a determinare le quotazioni sono anche lo stato di conservazione, il valore artistico o ingegneristico, la rarità del pezzo e la sua originalità ben documentata. «I sestanti in ottone e gli strumenti di navigazione storici sono apprezzati sia per la loro funzione originaria sia per la qualità costruttiva e dei materiali. Accanto a questi, ci sono oggetti che hanno un forte valore artistico e decorativo, come le polene, bellissime figure ornamentali poste sulla prua delle navi a vela», aggiunge l’esperto.
Nel variegato mondo dei memorabilia marini rientrano in realtà anche i modellini delle grandi navi, che dietro a un’apparente funzione ludica celano una maniacale ricercatezza nei dettagli, insieme alle carte nautiche, alle bandiere di bordo e agli oggetti legati all’esplorazione subacquea come gli scafandri e i caschi da palombaro. Gli affari collezionistici proseguono anche in fondo al mar.

«In un Paese come il nostro, di santi e navigatori, i tesori del mare sono importanti perché raccontano la nostra storia e sono allo stesso tempo un ponte tra il passato e il presente», annota Collari. Negli ultimi anni, spiega infatti l’esperto, al collezionismo vintage si è affiancata la crescente attenzione per l’oggettistica della vela sportiva contemporanea, che dalle attrezzature di regata agli strumenti di bordo intercetta una nuova generazione di appassionati. Nell’ottobre 2021, la famosa “ala” del foil di Luna Rossa fu battuta all’asta per oltre 10mila euro, cifra devoluta poi in beneficenza.
E ora, cavalcando l’onda della Coppa America 2027 di Napoli, il settore si appresta a prendere ulteriormente il largo. «Queste ricorrenze aumentano senza dubbio l’attenzione, le compravendite ne beneficeranno».
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