In Italia comprare usato ha smesso di essere una soluzione di ripiego per diventare un mercato maturo e non più di seconda scelta. Un cambio di paradigma che racconta molto di come stanno evolvendo i consumi.
Secondo l’osservatorio Second Hand Economy, che per la prima volta misura il fenomeno, nel 2024 il mercato dell’usato vale 27 miliardi di euro, quasi raddoppiato nel giro di dieci anni. Il 54% del giro d’affari viene generato online e coinvolge il 63% degli italiani (era del 44% nel 2014). Numeri che certificano un cambiamento strutturale. «Scegliere l’usato non è più un comportamento minoritario ma una prima scelta di consumo, consapevole, smart e di cui andare fieri», commenta Giuseppe Pasceri, ceo di Subito, la piattaforma di rivendita che oggi diventa maggiorenne con 18 anni di attività.
Gli italiani non cercano soltanto il risparmio, ma la possibilità di trovare tutto, ovunque. Alla dimensione economica si affianca poi anche quella ambientale. Il report Second Hand Effect ha reso misurabile l’impatto positivo della compravendita dell’usato: nel 2024 ogni transazione ha potenzialmente evitato la produzione di 39 kg di CO₂, per un risparmio complessivo stimato di 450 mila tonnellate. L’equivalente di 3,7 milioni di viaggi in auto da Milano a Roma. Oggi l’usato online è una decisione matura, comoda e razionale.
Tra le piattaforme, Subito è il primo re-commerce italiano, con 26 milioni di utenti unici mensili, 15 milioni di utenti registrati, 20.000 aziende clienti e 52 milioni di annunci pubblicati, di cui 12 milioni attivi ogni giorno. Tra le categorie, i Motori restano il cuore pulsante della piattaforma: un’auto viene venduta ogni tre minuti. Accanto a moto, accessori e oggetti simbolici – come un trattore – prende forma il ritratto di un Paese che ha smesso di guardare all’usato con diffidenza e ha iniziato a considerarlo un canale di prima scelta.
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