Il nuovo decreto Energia rappresenta un intervento economico rilevante sul fronte del caro bollette. Il governo ha messo sul tavolo circa 5 miliardi di euro complessivi per sostenere famiglie e imprese, con un pacchetto che punta sia a rafforzare gli aiuti esistenti sia ad allargare la platea dei beneficiari. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha quantificato l’impatto delle misure spiegando che si tratta di risorse destinate ad alleggerire concretamente i costi energetici, mentre l’approvazione è arrivata in Consiglio dei Ministri con l’obiettivo di rendere operativi gli sconti già nel corso del 2026, dopo i passaggi tecnici affidati all’Arera.
Di seguito una guida pratica per capire cosa cambia davvero per le famiglie, chi può ottenere gli sconti e in che modo.
Più soldi per chi ha già il bonus sociale
La prima novità riguarda le famiglie economicamente più fragili, cioè quelle che già ricevono il bonus sociale elettrico. Per loro arriva un contributo aggiuntivo di 115 euro l’anno che si somma all’agevolazione ordinaria, pari mediamente a circa 200 euro annui. Questo significa che il beneficio complessivo potrà arrivare a circa 315 euro l’anno.
Tradotto in termini concreti, si tratta di una riduzione che può coprire fino a metà della spesa media annua di una bolletta elettrica domestica. Per esempio, una famiglia con consumi standard che oggi paga circa 600-650 euro l’anno potrebbe vedere ridursi la spesa di oltre 300 euro grazie alla combinazione dei due bonus.
Il meccanismo resta semplice: non serve fare domanda. Come già avviene oggi, basta presentare l’Isee attraverso la Dichiarazione sostitutiva unica per ottenere automaticamente lo sconto in bolletta, purché si rientri nelle soglie previste (fino a circa 10mila euro di Isee, o fino a 20mila euro per famiglie numerose con almeno quattro figli).
Lo sconto per il ceto medio: la vera novità
La misura politicamente più significativa è però quella destinata alle famiglie con redditi medio-bassi finora escluse dagli aiuti. Il decreto introduce infatti la possibilità di ottenere uno sconto fino ad almeno 60 euro l’anno per i nuclei con Isee fino a 25mila euro che non percepiscono il bonus sociale.
Come ha spiegato Meloni, si tratta di “uno sconto volontario di almeno 60 euro all’anno per le famiglie con un Isee fino a 25mila euro e che non accedono al bonus sociale”, chiarendo che il contributo sarà riconosciuto direttamente dai venditori di energia ai clienti domestici.
Qui è importante capire bene il funzionamento: non sarà lo Stato a versare lo sconto direttamente, ma saranno le società energetiche a decidere se aderire al meccanismo. In pratica, il bonus comparirà come riduzione in fattura, ma solo se il proprio fornitore avrà scelto di partecipare all’iniziativa.
Come funziona lo sconto in bolletta
Il contributo per le famiglie fino a 25mila euro di Isee coprirà la componente energia del primo bimestre utile dell’anno e sarà legato ai consumi. Per ottenerlo bisognerà rispettare due condizioni: non superare circa 0,5 megawattora nel bimestre e restare sotto i 3 megawattora nei dodici mesi precedenti.
Questo vincolo ha una logica precisa: evitare che l’incentivo diventi uno stimolo a consumare di più energia. In altre parole, lo sconto premia i comportamenti virtuosi e i consumi nella media.
Un esempio pratico può aiutare. Una coppia con reddito Isee di 22mila euro che vive in un appartamento di dimensioni normali e utilizza elettrodomestici standard rientrerà facilmente nei limiti e potrà ottenere lo sconto, mentre una famiglia con consumi molto elevati potrebbe non rispettare le soglie e quindi non beneficiarne.
Perché i fornitori potrebbero aderire
Il fatto che lo sconto sia volontario potrebbe far pensare a un’adesione limitata, ma il decreto introduce anche un incentivo indiretto. L’Autorità rilascerà infatti un’attestazione ufficiale alle aziende che parteciperanno al meccanismo di sostegno alle famiglie. Questo riconoscimento potrà essere utilizzato a fini commerciali e reputazionali, consentendo ai venditori di qualificarsi come operatori attenti alla sostenibilità sociale e al supporto dei clienti.
In un mercato dell’energia sempre più competitivo, la leva dell’immagine e della fidelizzazione dei clienti potrebbe quindi spingere molte società ad aderire, aumentando la diffusione concreta dello sconto.
Cosa cambia davvero per le famiglie
Nel complesso, il decreto Energia introduce tre livelli di beneficio. Il primo riguarda le famiglie vulnerabili, che vedranno aumentare sensibilmente lo sconto già esistente. Il secondo coinvolge il ceto medio energetico, cioè milioni di nuclei con Isee fino a 25mila euro che per la prima volta potranno ricevere un aiuto diretto sulle bollette. Il terzo livello, meno visibile ma comunque rilevante, deriva dagli interventi strutturali sui costi di produzione dell’energia, pensati per ridurre i prezzi all’ingrosso e quindi riflettersi nel tempo sulle tariffe pagate dagli utenti.
L’effettiva entità dei risparmi dipenderà però anche dall’andamento del mercato energetico nei prossimi mesi. Se i prezzi resteranno elevati, il peso degli sconti sarà ancora più percepibile sui bilanci domestici.
Quando arrivano gli sconti
Per vedere gli effetti concreti in bolletta bisognerà attendere i provvedimenti attuativi e le delibere operative dell’Arera, che definiranno modalità tecniche e tempistiche. Ma la direzione è chiara: rafforzare le protezioni sociali e, allo stesso tempo, estendere per la prima volta un sostegno anche alle famiglie con redditi medi, una fascia che negli ultimi anni ha subito in pieno l’impatto del caro energia senza avere strumenti dedicati.
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