“Non sono stata dappertutto, ma è nella lista…». Alla fine, Susan Sontag, il viaggio perfetto lo ha trovato nel triangolo amoroso de L’amante del vulcano, ma che bisognasse perlustrare più mondo possibile, la filosofa americana lo aveva capito bene. Non si viaggia per scappare dalla vita, si viaggia per non sfuggirle. Barbara Pelandini è partita da questo semplice assunto e ci ha costruito attorno un business. Certo gli ha disegnato contorni precisi tipo il lusso, le “esperienze” (termine quanto mai abusato ma oggi, pare, imprescindibile), il cibo d’eccellenza, le cantine, i musei… I suoi Best Places, che è anche il nome dell’azienda di cui è fondatrice e proprietaria, sono il Lago di Como e St. Moritz ma ha “accompagnato” i suoi clienti ovunque. Cresciuta nel culto del bello (la sua famiglia aveva un’importante impresa tessile) ha iniziato questo mestiere con lo stesso spirito con cui ha sempre accolto i suoi ospiti a casa: con la voglia di farli sentire bene. Per sintonizzarsi sul prossimo e capire cosa desidera ci vogliono ascolto, intuito ed empatia. Come quella volta che, per un facoltoso parigino, ha organizzato il compleanno della moglie affittando per tre giorni una splendida dimora sul Lago di Como: «Il film preferito della moglie era La Principessa Sissi e lui, per sorprenderla, ha voluto organizzare una cena a tema ispirata proprio al film. Abbiamo allestito la villa con arredi d’epoca e décor fedeli alle ambientazioni cinematografiche. Insieme al marito abbiamo raccolto le taglie e le misure di tutti gli ospiti (erano quaranta) e con la Sartoria Bianchi della Scala sono stati selezionati abiti storici, poi adattati su misura per ciascuno: il principe, il soldato, il cortigiano… ognuno aveva il suo ruolo. Al rientro dalle attività giornaliere, gli invitati hanno trovato la villa trasformata, con sarti e parrucchieri pronti ad aiutarli a prepararsi per il ballo», racconta Pelandini. Di aneddoti potrebbe riempire un intero libro e spiega: «I miei sono tutti clienti alto spendenti (politici, attori, imprenditori dell’high tech, membri di famiglie reali, influencer a livello mondiale ma anche semplici billionair) che però non è sempre sinonimo di opulenza, ostentazione, ma è il tempo che viene dedicato ai propri cari, famiglia o amici, e quindi è la qualità del tempo ad attrarli. Sono persone di nazionalità e cultura diverse: 50% americani, 30% europei (Uk, Peasi Bassi, Francia), 15% Medio Oriente (Saudi), 5% indiani e cinesi. Indiani prevalentemente per matrimoni».
Spesso si tratta di famiglie che hanno voglia di ritrovarsi perché magari i figli studiano all’estero, i genitori sono assorbiti dal lavoro e difficilmente trovano il modo di stare tutti insieme. E ogni famiglia ha esigenze, ritmi e sensibilità diverse. Chiedono a Barbara di adattare orari, garantire maggiore privacy, organizzare attività particolari o momenti su misura. La sua idea di vacanza non è quella di correre da un luogo all’altro collezionando tappe, ma di assaporare le piccole cose: incontrare gli artigiani, conoscere le tradizioni locali, comprendere la cultura della zona. Perché spesso sono proprio i dettagli, e non le distanze percorse, a trasformare un soggiorno in un viaggio.

«Ricordo – prosegue Barbara – che alcuni clienti mi hanno chiesto di organizzare una vacanza in Toscana all’insegna della bicicletta e della vendemmia. Avrebbero potuto aprire bottiglie da migliaia di euro nel loro appartamento, ma desideravano vivere la vendemmia vera. Così hanno trascorso due giorni tra i filari, imparando quali grappoli tagliare e quali lasciare sulla vite, caricando l’uva sul trattore e poi pulendo i grappoli prima della pigiatura. Quando, alla fine, hanno stappato una bottiglia importante, l’hanno apprezzata in modo completamente diverso».

E ricorda di quell’altra volta in cui «un cliente che il giorno dopo sarebbe partito da Como per raggiungere i suoi cavalli impegnati negli ippodromi di Curragh e Leopardstown, a Dublino, mi ha chiesto all’ultimo momento di organizzargli l’intero soggiorno in Irlanda. Abbiamo affittato un intero castello privato, pianificato una cena per il suo compleanno in un ristorante stellato, con i tenori della Scala a cantare arie liriche per lui e i suoi amici. Abbiamo organizzato visite nei luoghi simbolo delle corse ippiche». In questo periodo Pelandini sta organizzando il soggiorno di una famiglia americana in Sicilia, un viaggio pensato come un’immersione nella storia, nell’arte e nell’artigianato dell’isola. Una settimana a Taormina per vivere il territorio con profondità e lentezza. Molti dei clienti di Barbara sono coperti da Nda (Non-Disclosure Agreement), cioè l’accordo di riservatezza. Ma senza tradire nomi regala altri aneddoti. «Mi ricordo quando una famosa attrice mi ha chiesto di attivare l’aria condizionata a St. Moritz a -20 perché doveva dormire al freddo per la circolazione ed era rimasta sorpresa che non ci fosse. Così ha dormito con tutte le finestre aperte… O un altro cliente che ogni Natale mi fa spedire quindici scatoloni con la porcellana di famiglia che loro utilizzano per la cena di Natale da sempre ovunque siano e mi chiede che le basi dei mobili e del tavolo da pranzo siano coperte da specchi anticati per avere i riflessi delle candele…». Per il mondo, ognuno a modo suo. Quando si viaggia si finisce sempre per trovare la via se prima si ha il coraggio di perdersi.
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