Manca meno di un mese alla chiusura del bilancio, ma per Mfe‑Mediaset il risultato è già stato raggiunto e superato. Lo ha anticipato Pier Silvio Berlusconi, chairman e Group Chief Executive Officer di Mfe-MediaForEurope, durante un incontro con la stampa.
«L’utile del 2025, considerando tutto, sarà più che raddoppiato rispetto a quello di 138 milioni di euro del 2024», ha spiegato Berlusconi. E ancora: «Se a fine anno scorso mi avessero detto la cifra a cui puntavamo ad arrivare, non ci avrei creduto».
Pubblicità e impatto della guerra
Il percorso del gruppo è avvenuto in un contesto globale complicato, segnato dall’inizio di un nuovo conflitto in Iran. «È una cosa terribile per il mondo, ha un impatto inevitabile sull’andamento dell’economia e dei media, soprattutto quelli che vivono di pubblicità. Un bel “non si può stare tranquilli” ci sta proprio bene», ha commentato Berlusconi.
Nonostante questo scenario, il ceo di Mfe ha sottolineato: «A oggi non abbiamo grandi warning per quello che riguarda il prossimo futuro dal punto di vista pubblicitario». I primi mesi dell’anno sono stati caratterizzati da una «raccolta molto faticosa», ma ci sarebbero «segnali di una graduale ripresa. Tutto questo con un gigantesco punto di domanda legato alla guerra».
Ascolti e pubblico giovane
Il 2026 televisivo per Mediaset è iniziato seguendo la linea degli anni precedenti. Nonostante eventi di grande portata come il festival di Sanremo e le Olimpiadi invernali di Milano‑Cortina, Mediaset conferma il vantaggio sugli ascolti del servizio pubblico. Negli ultimi nove mesi, da settembre a marzo, il gruppo ha registrato una quota del 37,8% del mercato totale pubblico individui sulle 24 ore, un risultato costruito soprattutto grazie al pubblico giovane.
Espansione e progetti europei
L’obiettivo ora è trasferire il modello anche agli altri rami di Mfe‑MediaForEurope, in particolare in Germania. «Stiamo andando più rapidi del previsto. Le nostre parole di riferimento sono concretezza, pragmatismo e rapidità», ha spiegato Berlusconi. «In Germania abbiamo trovato un management sul pezzissimo, giovane, preparato, che ci ha accolto con un grandissimo respiro di sollievo. Quando sono andato ho visto dei ragazzi che hanno sposato il nostro progetto completamente».
Il gruppo ha individuato 25 progetti comuni che coinvolgono Italia, Spagna, Germania, Austria e Svizzera per garantire «più efficacia a breve e medio termine». A questi si aggiungerà il Portogallo: «È appena arrivato, ma stiamo già lavorando con loro», ha concluso il ceo.
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