Siamo solo a uno choc di distanza dalle “rivolte del pane” di manzoniana memoria: a rivelarlo uno studio inglese che mette in luce il rischio di una carestia indotta dall’interruzione delle catene di fornitura. Uno spettro che negli ultimi anni si è manifestato più volte: prima con il Covid (con l’assalto ai supermercati nei primi giorni dopo la scoperta dei primi casi in Italia) e poi con la crisi del grano innescata dalla guerra in Ucraina.
L’Iran
E anche la guerra in Iran fa tremare gli esperti: dallo Stretto di Hormuz, oltre a petrolio e gas, prima dello scoppio del conflitto passava anche il 45% dell’urea globale, componente base per produrre fertilizzanti economici. Il perdurare della guerra significherà o un calo della produzione mondiale, o un inevitabile aumento dei prezzi del cibo.
Interdipendenza
Ma a metterci a rischio fame non è solo la guerra: ci sono anche gli attacchi hacker, che secondo uno studio pubblicato dalla rivista Sustainability sono fra i maggiori fattori di rischio per la fornitura di alimenti, tanto quanto guerre e catastrofi naturali. A pesare sono vari fattori, dalla dipendenza dell’import al sistema “just in time” che si basa sul principio di catene di fornitura ininterrotte.
Secondo il 40% degli esperti interpellati nello studio, le “rivolte per il pane” scatteranno entro 10 anni. Per l’80% si verificheranno entro 50 anni.
L’Italia
Un fenomeno che riguarda anche l’Italia, visto che gli attacchi informatici contro la Gdo e il comparto alimentare sono cresciuti pure nel nostro Paese: sommati, nel 2025 hanno superato quelli contro il comparto energia, come dimostra uno studio di Certego.

Bambini senza pranzo in mensa
Ci sono già precedenti concreti, anche se finora con conseguenze moderate: a novembre un attacco informatico contro Milano Ristorazione ha costretto le mense scolastiche a fornire solo riso e pollo bollito perché non era possibile risalire alle allergie dei bambini.
In Australia si è scatenata una crisi con scaffali vuoti nei supermercati per l’attacco a un produttore di carne di pollo. A giugno Whole food è rimasta con gli scaffali vuoti sempre a causa all’attacco hacker a un fornitore.
L’allarme di Kaspersky
Secondo uno studio di Kaspersky, gli attacchi alla supply chain sono emersi come la minaccia informatica più frequente affrontata dalle aziende nell’ultimo anno: quasi un’impresa su tre ha dovuto fronteggiare una minaccia alla catena di fornitura negli ultimi 12 mesi, con un’esposizione superiore per Messico (43%), Cina (40%) e Spagna (40%).
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