Cinque miliardi di euro già mobilitati in progetti di rigenerazione urbana tra Milano e Roma e una previsione di oltre 10 miliardi durante la vita del fondo. Il primo rapporto di impatto del fondo Coima Esg City Impact, presentato oggi a Roma, segna un passaggio importante nel dibattito sull’economia reale e sul ruolo della rigenerazione urbana come motore di crescita, ma soprattutto definisce una vera e propria agenda di priorità per il governo.
Il Fondo Impact, partecipato da primari investitori istituzionali italiani e certificato tra i 40 migliori fondi globali secondo il benchmark Gresb, rappresenta uno dei primi esempi nazionali di impact investing immobiliare, con l’obiettivo di generare contemporaneamente rendimento finanziario, ambientale e sociale.
I Giochi Milano-Cortina
Nel corso dei primi cinque anni sono stati attivati progetti simbolo come il Villaggio Olimpico e la riqualificazione dello Scalo di Porta Romana e di MilanoSesto a Milano, oltre alla rigenerazione delle ex caserme Guido Reni a Roma, con 13.700 posti di lavoro attivati, 3,6 miliardi di attività economica generata e 1,9 miliardi di contributo al Pil nazionale. L’obiettivo di rendimento resta competitivo: “l’investimento a impatto rappresenta un’evoluzione della responsabilità fiduciaria degli investitori istituzionali, chiamati a preservare il capitale e a conseguire rendimenti coerenti con il loro profilo di rischio”, spiega Coima. Nel caso del Fondo Impact, l’obiettivo di rendimento, un Irr netto di portafoglio del 10% circa, prevede “la piena integrazione del ritorno economico con l’impatto ambientale e sociale”.
L’agenda per la rigenerazione urbana
Il vero elemento politico ed economico che emerge dal rapporto è però l’agenda che il Comitato di indirizzo del Fondo Impact mette sul tavolo dell’esecutivo. Dalla condivisione tra investitori, istituzioni e operatori del settore prende forma una strategia chiara: la rigenerazione urbana può diventare un acceleratore della transizione energetica e della coesione sociale solo se accompagnata da condizioni abilitanti e regole certe.
La priorità indicata è “la definizione di una strategia nazionale per la rigenerazione urbana, basata su una mappatura delle aree prioritarie e su obiettivi misurabili nel tempo”, affiancata dall’introduzione di “regole certe e di procedure autorizzative più rapide e prevedibili per i progetti di trasformazione urbana, riducendo l’incertezza regolatoria”. Centrale anche la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato attraverso partenariati pubblico-privati e la necessità di “mobilitare capitali privati mediante strumenti finanziari dedicati e meccanismi di derisking pubblico, in grado di riequilibrare il profilo rischio-rendimento degli investimenti più complessi”. A completare il quadro, il rafforzamento di una governance stabile tra governo, pubblica amministrazione e investitori per monitorare l’avanzamento della transizione urbana.
Secondo questa prospettiva, la rigenerazione urbana viene indicata come una delle principali piattaforme di investimento per l’economia reale italiana nei prossimi anni, con il capitale istituzionale chiamato a svolgere un ruolo di catalizzatore dello sviluppo territoriale.
Le parola di Catella
A sottolineare la dimensione strategica del progetto è stato Manfredi Catella, fondatore e amministratore delegato di Coima, secondo cui “la transizione industriale del territorio italiano rappresenta uno dei motori di sviluppo economico, ambientale e sociale per il futuro del Paese”. La fase relativamente giovane del ciclo di rigenerazione urbana delle nostre città, ha proseguito, “ci consente di dotarci di un’agenda aggiornata rispetto ad altri Paesi in fase più avanzata”. La capacità di innovazione e di attuazione unendo competenze, conoscenze e capitali è “la straordinaria opportunità che abbiamo ed è il senso di questa giornata di condivisione promossa dal comitato di indirizzo del fondo Impact”, ha concluso Catella.
Il messaggio è chiaro: l’Italia può giocare una partita competitiva nella trasformazione urbana se riesce a mettere a sistema capitale privato, pianificazione pubblica e governance stabile.
Studentati
All’evento romano è emerso anche un nuovo fronte di collaborazione sul tema dell’abitare e degli alloggi per studenti. Cdp Real Asset ha avviato un dialogo con la Conferenza episcopale italiana guidata dal cardinale Matteo Zuppi “per immobili da destinare allo student housing”, come ha spiegato l’amministratore delegato Antonino Turicchi.
La società immobiliare del gruppo Cdp in quindici anni ha realizzato 4 miliardi di investimenti e 7mila alloggi per studenti, con altri 6.600 in fase di sviluppo, oltre ai 19mila alloggi costruiti attraverso il Fondo investimenti per l’abitare, che ha esaurito il proprio compito e ha avviato il rimborso dei quotisti. Turicchi ha ricordato anche la collaborazione con Coima per il Villaggio Olimpico di Milano e per lo sviluppo delle ex caserme Guido Reni, assegnate al gruppo al termine di un processo “competitivo e trasparente” e al centro del dibattito sulla rigenerazione urbana romana già dal 2010.
In questo quadro, il rapporto del Fondo Impact rafforza l’idea che la rigenerazione urbana non sia solo un tema immobiliare, ma una leva industriale e finanziaria per la crescita del Paese, con una chiara indicazione al governo: accelerare regole, capitali e partenariati per trasformare le città in motori stabili dell’economia reale.
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