In un settore spesso percepito come lento e rigido, c’è chi prova a fare una “rivoluzione”. Il nome infatti non è casuale: Revo Insurance richiama proprio quel concetto di “revolution” che promette di riscrivere le regole del gioco assicurativo. Niente mercato di massa, ma un segmento specifico che viene approcciato con l’utilizzo di blockchain e intelligenza artificiale per offrire soluzioni semplici, veloci e flessibili. Una strategia che finora l’ha premiata, fuori e dentro la Borsa.
Un modello diverso
Fin dalla sua nascita nel 2021, Revo ha deciso di rivolgersi al mondo delle piccole e medie imprese (pmi),ancora fortemente sotto-assicurate, offrendo coperture su misura dove i grandi gruppi spesso restano troppo generalisti. Nella pratica, la sua offerta si articola nelle cosiddette “specialty lines”, ovvero coperture speciali – che riguardano rischi non standard, che sfuggono alle logiche delle assicurazioni tradizionali – e nelle polizze parametriche, cioè coperture che si attivano automaticamente al verificarsi di un evento misurabile.
La sua leva competitiva sta anche nella tecnologia. La società ha infatti messo a punto una piattaforma proprietaria (Overx), che permette di analizzare grandi quantità di dati e costruire soluzioni flessibili, adattabili e personalizzabili con pochi click. L’integrazione di intelligenza artificiale e blockchain si traduce in processi più rapidi e tracciabili, in grado di velocizzare sottoscrizione e gestione sinistri. Il suo posizionamento è quindi in un mercato di nicchia, ancora poco presidiato. E anche più redditizio. Il mercato italiano delle specialty lines varrebbe circa 8 miliardi di euro e sarebbe caratterizzato da una redditività mediamente più elevata rispetto ai rami assicurativi tradizionali.
Risultati e previsioni
I numeri più recenti confermano questa traiettoria. Nel 2025 la raccolta premi ha sfiorato i 400 milioni di euro, in crescita di quasi il 29% rispetto all’anno precedente, mentre l’utile operativo rettificato è salito a 48,4 milioni, con un incremento ancora più marcato (+38%). L’utile netto si è attestato a 22,4 milioni, che diventano 28,6 su base rettificata (cioè escludendo le poste straordinarie), mentre il Solvency II ratio ha raggiunto il 223%, un livello che indica una solida posizione patrimoniale a sostegno dell’espansione futura e della remunerazione degli azionisti. Anche la politica di dividendo segue questa dinamica, con una cedola proposta di 0,27 euro per azione, in aumento rispetto all’anno precedente (0,22 euro).
Il 2025 è stato anche un anno di passaggio verso il nuovo piano industriale 2026–2028, battezzato “Techuman Era”. Il nome sintetizza la direzione strategica: un’integrazione sempre più stretta tra tecnologia e competenze umane. In termini finanziari, i nuovi target vedono premi lordi salire oltre quota 550 milioni al 2028 e un utile netto rettificato superare i 50 milioni. «Questi obiettivi posizionano Revo come uno degli assicuratori specializzati in più rapida crescita in Europa, sostenuto da un modello di business basato sulla tecnologia e da una attenzione mirata a mercati di nicchia redditizi», sottolineano gli analisti di Intermonte.
Per arrivarci, Revo punta su più leve contemporaneamente. Da un lato, il continuo sviluppo della piattaforma tecnologica, con un utilizzo crescente di intelligenza artificiale anche nei processi di sottoscrizione e gestione sinistri. Dall’altro, l’innovazione di prodotto, con un portafoglio sempre più orientato a soluzioni modulari. A questo si aggiunge l’espansione della rete distributiva, che rappresenta forse il vero acceleratore della prossima fase, secondo gli analisti. Dopo l’accordo annunciato con Banco Desio per la distribuzione di coperture alle pmi, il management ha indicato che potrebbero essere in arrivo altre 3-4 partnership, tra cui una con una banca italiana di primo piano. L’idea è andare oltre i canali tradizionali di broker e agenti, pur mantenendoli centrali, per intercettare nuova domanda e spingere prodotti specifici. Anche l’espansione internazionale, con lo sviluppo della controllata iberica, inizia a dare segnali concreti e potrebbe diventare un ulteriore motore di crescita: «Si prevede che la Spagna generi premi per 17-20 milioni di euro nel 2026», puntualizzano da Intermonte.
La performance in Borsa
Sul fronte borsistico, il mercato ha già iniziato ad apprezzare questa storia. Negli ultimi dodici mesi il titolo quotato su Euronext Star Milan ha registrato un rialzo di circa il 75%, ma la salita potrebbe non essere ancora conclusa. «Nonostante la forte performance del prezzo delle azioni finora registrata, manteniamo una posizione positiva sul titolo, fissando un obiettivo di prezzo di 25,8 euro», ribadiscono da Intermonte. Anche Banca Akros mantiene una visione positiva, con un giudizio orientato all’acquisto (rating accumulate) e target price rivisto al rialzo a 25,50 euro.
A sostenere questa posizione contribuiscono sia il potenziale di crescita sia la possibilità di ulteriori catalizzatori, come nuove partnership, senza escludere l’interesse speculativo come ulteriore vento favorevole per il titolo.
Allo stesso tempo, però, questa storia non è certo esente da rischi, legati in particolare alla dimensione ancora contenuta e alla necessità di eseguire con precisione il piano industriale. Tuttavia, se la “revolution” promessa dal nome continuerà a tradursi in numeri, allora questa piccola realtà di Piazza Affari potrebbe restare sotto i riflettori ancora a lungo.
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