Uno spiraglio diplomatico si apre nel conflitto tra Stati Uniti e Iran, con un piano di cessate il fuoco immediato che potrebbe portare già nei prossimi giorni alla riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale. Stando ma quanto riportato da Axios, Stati Uniti, Iran e mediatori regionali stanno discutendo un possibile cessate il fuoco di 45 giorni come parte di un accordo in due fasi che potrebbe portare a una fine definitiva della guerra.
Secondo quanto riportato successivamente da fonti Reuters, la proposta – ribattezzata “Islamabad Accord” – è stata recapitata a entrambe le parti e prevede una tregua immediata seguita da un negoziato più ampio da chiudere in 15-20 giorni.
Il piano, promosso da mediatori internazionali con un ruolo centrale del Pakistan, punta a costruire un’intesa strutturata: cessate il fuoco, riapertura del passaggio marittimo e successivi negoziati su dossier chiave come le sanzioni, gli asset iraniani congelati e il programma nucleare di Teheran.
l capo dell’esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, sarebbe stato in contatto tutta la notte con il vicepresidente statunitense JD Vance, l’inviato speciale Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi.
Tuttavia, da Teheran restano prudente: fonti vicine al dossier indicano che Teheran non sarebbe disposta a riaprire lo stretto in cambio di una tregua solo temporanea, chiedendo garanzie più solide su un accordo duraturo.
Nel frattempo, la chiusura di Hormuz – da cui passa circa un quinto del petrolio mondiale – continua a pesare sui mercati energetici e sull’economia globale, con prezzi del greggio sostenuti e crescente volatilità finanziaria.
L’a notizia della possibile tregua si fa già sentire sui mercati, che oggi rimarranno chiusi per festività. I futures Usa segnano +0,7% per il Nasdaq e +0,4% per l’S&P 500; termometro della possibile reazione è anche l’andamento del Bitcoin che sale di oltre il 3% sopra quota 69mila dollari.
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