Oggi alle 16 (ora italiana) è scattato il blocco navale Usa nello Stretto di Hormuz. E i Paesi del Golfo cercano di correre ai ripari per trovare delle vie alternative all’export di petrolio. L’Arabia, che nei giorni scorsi ha subito il danneggiamento dell’oleodotto Est-Ovest costruito proprio per evitare lo Stretto, ora punta su un corridoio ferroviario costruito da Saudi Arabia Railways in grado di far arrivare le merci fino al confine con la Giordania.
Il collegamento si estende per circa 1.700 chilometri, partendo dal King Abdulaziz Port a Dammam e attraversando l’intero territorio saudita fino ad Al-Haditha attraverso snodi strategici come Riyadh e Al Zabirah. Da qui, le merci proseguono su gomma. La capacità prevista è di circa 400 Teu in entrambe le direzioni, con tempi dimezzati rispetto al trasporto su gomma.

L’iniziativa consente di aggirare i principali porti del Golfo orientale, tra cui King Abdulaziz, King Fahad Industrial Port e Jubail Commercial Port.
Il nuovo corridoio potrebbe inoltre accelerare lo sviluppo infrastrutturale in Giordania, con progetti come una linea a scartamento standard tra Amman, Aqaba e il confine saudita, magari con possibili estensioni verso la Siria e l’Iraq.
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