Dal primo settembre Tim Cook lascerà la carica di amministratore delegato dopo 15 anni e diventerà presidente esecutivo di Apple. Al suo posto arriverà John Ternus, oggi responsabile dell’ingegneria hardware. Un passaggio di testimone che non è una semplice successione manageriale: “è il cambio al vertice di una delle più potenti macchine di creazione di valore mai viste sui mercati”, afferma Gabriel Debach, market analyst di eToro, secondo cui per capire il peso di questa eredità basta un numero.
Dal 1926 al 2025 Apple ha generato oltre 5.000 miliardi di dollari di ricchezza netta per gli azionisti, una quota superiore al 5% del valore complessivo creato a Wall Street. Ancora più rilevante è la concentrazione temporale: circa l’80% di questa ricchezza è stata prodotta negli anni della gestione Cook. Un dato che spiega perché il passaggio di consegne venga letto come uno spartiacque. “Cook non è stato il fondatore ma il moltiplicatore”, sottolinea l’esperto.
Quando Cook prese il posto di Steve Jobs nel 2011, su sua stessa indicazione, il mercato si chiedeva se sarebbe stato all’altezza di una visione irripetibile. Oggi il problema è che Ternus eredita un sistema già estremamente ottimizzato e il mercato si interroga se il successore sarà in grado di estrarre altrettanto valore.
Non solo nei numeri. Apple ha trasformato il proprio modello da azienda di prodotto a ecosistema di servizi ad alta marginalità, con ricavi che hanno superato i 400 miliardi di dollari, utili più che triplicati e una base installata di oltre 2,5 miliardi di dispositivi. Se nel 2011 i servizi pesavano meno del 10% del fatturato, oggi rappresentano circa un quarto dei ricavi, con margini nettamente superiori all’hardware.
È su questo equilibrio che si misura la sfida del nuovo ceo. Ternus porta un profilo tecnico, con oltre vent’anni in azienda e una conoscenza profonda del prodotto. Sul tavolo ci sono dispositivi indossabili evoluti, smart glasses e una nuova generazione di prodotti per la casa connessa.
Ma il contesto competitivo è cambiato. Il prossimo ciclo tecnologico si sta sviluppando fuori da Cupertino: Nvidia, Microsoft, Google e OpenAI stanno costruendo infrastrutture, piattaforme e modelli dominanti nell’intelligenza artificiale. Apple, finora, ha mantenuto un approccio più chiuso e prudente.
Per gli investitori, il punto non è se Apple continuerà a generare cassa, considerando che il sistema costruito da Cook resta estremamente solido, ma se riuscirà a intercettare il prossimo driver di crescita senza compromettere i margini. In altre parole: riuscirà Apple a diventare protagonista anche nell’era dell’IA? “Ternus non eredita solo un’azienda al suo massimo storico di scala, profittabilità e generazione di cassa. – risponde Debach – Eredita Apple nel momento in cui il prossimo ciclo tecnologico, l’intelligenza artificiale, si sta formando altrove. Nvidia, Microsoft, Google e OpenAI stanno costruendo infrastruttura, piattaforme e nuovi ecosistemi. Apple, per ora, resta più chiusa, più prudente, più opaca”.
Ingegnere puro con 25 anni nel gruppo e profondo conoscitore del prodotto, Ternus ha già iniziato a riorganizzare l’hardware engineering intorno a una nuova piattaforma IA interna, ma dovrà dimostrare che questo non è un punto di arrivo, ma una base da cui ripartire.
Al momento, la reazione del titolo a Wall Street è timida. Nel pre-market l’azione segna un fiacco -0,30% facendo presagire un avvio di seduta debole. Il giudizio del mercato non sarà sulle strategie annunciate, ma sui numeri dei prossimi trimestri. Intanto si attendono quelli relativi ai primi tre mesi dell’anno, in agenda il prossimo 30 aprile.
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