Sale l’attesa per la Banca centrale europea (Bce) che giovedì 11 giugno molto probabilmente annuncerà un rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base, portando il tasso di deposito di riferimento al 2,25%. Almeno stando alle aspettative del mercato e degli analisti, in scia al recente aumento dell’inflazione legato al caro energia. E questa potrebbe non essere l’unica stretta. Le previsioni scontate dal mercato indicano un aumento di almeno 50 punti base cumulati entro la fine dell’anno, con un prossimo aumento del costo del denaro atteso a settembre.
Ecco perché sarà importante seguire la conferenza stampa del presidente Christine Lagarde (in diretta anche sul sito di Moneta), che seguirà come di consueto l’annuncio di politica monetaria. Il tono della conferenza stampa e qualsiasi cambiamento nelle proiezioni sarà fondamentale per gli operatori di mercato. “Prevediamo che il messaggio di giugno si concentrerà sulla riduzione del rischio che lo shock energetico e le pressioni inflazionistiche si aggravino. – ha commentato Annalisa Piazza, fixed income portfolio manager di MFS Investment Management – Detto questo, non ci aspettiamo che il Consiglio direttivo si impegni in anticipo a una nuova serie di aumenti. L’orientamento dovrebbe rimanere dipendente dai dati”.
Il quadro dell’Eurozona fa prevedere un aumento dei tassi da parte della Bce questa settimana, ma l’indebolimento delle prospettive di crescita e la debolezza della domanda non favoriscono l’avvio di un ciclo di inasprimento monetario aggressivo. “L’economia europea rimane in bilico, in un contesto caratterizzato da una crescita e una produttività già deboli, da un’esposizione limitata al tema globale dell’intelligenza artificiale e da una maggiore sensibilità all’andamento dei prezzi delle materie prime”, ha sottolineato Rushabh Amin, multi asset solutions portfolio manager di Allspring Global Investments.
Sebbene in calo rispetto al trimestre precedente, l’energia rimane una sfida per l’economia europea con l’avvicinarsi della stagione estiva, quando sarà necessario rifornire i serbatoi di gas. Possibile quindi che in questa occasione la Bce riveda le previsioni di inflazione per il 2026 e il 2028 al rialzo al 2,8% e al 2,4% rispetto al 2,6% e al 2,0% attuali.
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