La giustizia tributaria entra sempre più nello smartphone dei contribuenti e dei professionisti, mentre l’Agenzia delle Entrate-Riscossione affina gli strumenti per recuperare più rapidamente i crediti non pagati. Due novità entrate in vigore negli ultimi giorni raccontano bene la direzione intrapresa dalla pubblica amministrazione: da un lato la digitalizzazione delle comunicazioni processuali attraverso l’App IO, dall’altro il potenziamento degli strumenti di riscossione grazie all’incrocio automatico delle banche dati fiscali. Un doppio binario che punta a rendere più efficiente il rapporto tra cittadino e Fisco, ma che aumenta anche la velocità delle procedure.
L’app IO
Dal 3 giugno il Dipartimento della Giustizia Tributaria del Ministero dell’Economia ha ampliato il servizio “Avvisi comunicazioni delle Corti di giustizia tributaria” disponibile sull’App IO. Oltre agli avvisi di trattazione in udienza, già attivi dal dicembre 2025, contribuenti e difensori possono ora ricevere notifiche relative al deposito del dispositivo e al deposito del provvedimento giurisdizionale. In pratica, chi è coinvolto in un contenzioso tributario può essere avvisato direttamente sul proprio smartphone dell’arrivo delle comunicazioni trasmesse via Pec dalle segreterie delle Corti di giustizia tributaria.
Il processo tributario telematico
Il servizio, sviluppato nell’ambito del Processo Tributario Telematico con il supporto tecnologico di Sogei, è riservato ai soggetti associati alla Pec indicata nel ricorso e che abbiano attivato la ricezione dei messaggi sull’App IO. L’obiettivo dichiarato è ridurre il rischio che comunicazioni rilevanti sfuggano all’attenzione dei destinatari, soprattutto per professionisti e imprese che gestiscono numerosi procedimenti contemporaneamente.
Fronte riscossione
Sul fronte della riscossione, invece, il Fisco si prepara a una stretta più incisiva. Un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate rende infatti operativo l’utilizzo dei dati delle fatture elettroniche per individuare con maggiore precisione i rapporti commerciali dei contribuenti morosi e avviare procedure di pignoramento presso terzi. In sostanza, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà individuare più facilmente clienti e committenti che devono effettuare pagamenti a favore del debitore, intervenendo prima che le somme vengano incassate. Si tratta di un’evoluzione significativa rispetto alle procedure tradizionali.
Selezione mirata
L’incrocio automatico delle informazioni fiscali consente infatti di selezionare in modo più mirato i soggetti da coinvolgere nell’azione esecutiva, riducendo tempi e costi delle attività di recupero. Secondo gli osservatori del settore, l’effetto potrebbe essere particolarmente rilevante per professionisti e piccole imprese, i cui flussi finanziari sono ormai quasi integralmente tracciati attraverso la fatturazione elettronica.
Le tutele
Resta comunque fermo il quadro delle tutele previste dall’ordinamento. Anche nei casi di pignoramento dei conti correnti continuano ad applicarsi le limitazioni previste per stipendi e pensioni, mentre l’ultimo accredito retributivo mantiene una protezione specifica.
Leggi anche:
Fisco, con IO gli accertamenti arrivano via app Rottamati Quinquies ai blocchi di partenza, ecco come risparmiare fino al 30% sulle cartelle
© Riproduzione riservata