La Banca centrale europea (Bce), come da attese, ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base, in risposta al recente aumento dell’inflazione legato al caro energia. E’ il primo rialzo del costo del denaro dal 2023. “La guerra in Medio Oriente sta generando pressioni inflazionistiche e la decisione di aumentare i tassi si basa su una serie di scenari che delineano l’evoluzione dello shock e il suo impatto sulle prospettive a medio termine per l’area dell’euro”, rimarca l’Eurotower.
Ma oltre alla decisione in sé, sarà importante seguire anche la conferenza stampa del presidente Christine Lagarde, che come di consueto inizierà alle ore 14.45 dopo l’annuncio di politica monetaria. Il tono della conferenza stampa e qualsiasi cambiamento nelle proiezioni sarà fondamentale per intuire le prossime mosse. Gli operatori di mercato infatti non escludono ulteriori strette nelle riunioni successive.
È possibile seguire da vicino e in diretta questo evento a partire dalle ore 14.45 con Anima Live Bce dal titolo “Bce, arriva il primo rialzo dei tassi?”
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Verrà trasmessa in diretta (in inglese) l’intera conferenza di Lagarde, a cui seguirà il commento delle decisioni della Bce a cura di Fabio Fois, responsabile investment research & advisory di Anima Sgr, per capirne l’impatto sui mercati e gli investimenti.
A conclusione dei lavori il pubblico potrà anche prendere parte ad una sessione di domande e risposte.
Bce alza stime di inflazione e taglia quelle di crescita
Nelle nuove proiezioni dello staff Bce, l’inflazione complessiva è vista attestarsi in media al 3% nel 2026, al 2,3% nel 2027 e al 2% nel 2028. Per l’inflazione al netto di energia e alimentari, lo scenario di base prevede una media del 2,5% nel 2026 e nel 2027 e del 2,2% nel 2028. Rispetto a marzo, lo staff ha rivisto al rialzo le proiezioni di base sull’inflazione per il 2026 e il 2027 a causa di un andamento più elevato dei prezzi dell’energia, che, in una certa misura, dovrebbe incidere sull’inflazione di alimenti, beni e servizi.
La crescita economica è invece stimata in media dello 0,8% nel 2026, dell’1,2% nel 2027 e dell’1,5% nel 2028. “Si tratta di una revisione al ribasso per il 2026 e il 2027, che riflette un impatto più marcato della guerra sui mercati delle materie prime, sui redditi reali e sulla fiducia”, rimarca la Bce.
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