Come previsto la Banca centrale europea ha alzato di 0,25 punti percentuali i tassi d’interesse. Il principale riferimento – ovvero il tasso sui depositi – sale così al 2,25%. Quali saranno le conseguenze?
La rata del mutuo potrebbe crescere – su un mutuo variabile standard di 126 mila euro in 25 anni – di 16 euro, arrivando a 606 euro al mese. Si tratta della stima di Facile.it che ricorda come l’Euribor, l’indice di riferimento per i mutui variabili, a seguito dello scoppio del conflitto in Iran ha già ripreso a salire sin da marzo, anticipando almeno in parte le mosse della Banca Centrale Europea e determinando un aumento delle rate variabili. Analizzando l’andamento dell’Euribor a 3 mesi, si nota che da prima dello scoppio del conflitto ad oggi sia salito di quasi 30 punti base, arrivando al 2,31% in data 5 giugno 2026 (era 2,01% a fine febbraio). Questo ha provocato un aumento della rata di una decina di euro tra marzo e giugno, con un esborso mensile che è passato dai 579 euro di marzo 2026 ai 590 euro di giugno 2026.
È bene ricordare, però che l’impatto degli aumenti sarà diverso per ciascun mutuatario in base all’importo residuo del finanziamento e al numero di rate ancora da pagare: più si è vicini alla fine del piano di ammortamento, minore sarà l’effetto. Inoltre guardando ai Futures aggiornati al 5 giugno 2026, la rata del mutuo potrebbe crescere ancora nei prossimi mesi e arrivare a circa 626 euro entro la fine dell’anno o, al massimo, l’inizio del 2027. Se queste previsioni si avvereranno, considerando che a gennaio 2026 la rata del mutuo sopra indicato era pari a 578 euro, nel 2026 l’aumento complessivo della rata media sarebbe pari a circa 50 euro.
Leggi anche:
© Riproduzione riservata