Fermento sulla moda europea. Il gruppo britannico Frasers, controllato dal miliardario Mike Ashley e già primo azionista di Hugo Boss con il 26%, ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto sul marchio tedesco valutandolo complessivamente circa 2,7 miliardi di euro. L’offerta prevede un corrispettivo di 38 euro per azione e punta ad acquisire il capitale non ancora detenuto dal gruppo inglese. Il premio, del 4% sulla chiusura precedente, è ritenuto basso dagli analisti con il mercato che sconta un rialzo o una contro offerta spingendo l’azione sopra i 40 euro, per un guadagno giornaliero del 9,8%.
Una mossa che riaccende i riflettori su uno dei brand più iconici dell’abbigliamento premium europeo e che coinvolge anche azionisti italiani di peso come Tip (ha l’1%) e la famiglia Marzotto: PFC e Zignago Holding, entrambe controllate dalla famiglia Marzotto, detengono una partecipazione complessiva di circa il 14%. Da Metzingen, sede del gruppo tedesco, è arrivata una risposta prudente. Hugo Boss ha precisato che l’offerta non è stata concordata preventivamente con il management e che il consiglio di amministrazione procederà “a una valutazione approfondita nell’interesse di tutti gli stakeholder, dagli azionisti ai dipendenti fino ai clienti”. L’azienda tedesca rileva inoltre che il prezzo offerto presenta un premio del 4% oltre che rispetto alla chiusura del 10 giugno anche rispetto al prezzo medio ponderato degli ultimi 3 mesi, facendo così percepire che è una valorizzazione limitata.
L’operazione si inserisce nella trasformazione strategica di Frasers, che negli ultimi anni ha cercato di rafforzare il proprio posizionamento nel segmento premium della moda. Hugo Boss rappresenterebbe un tassello fondamentale di questa strategia grazie alla notorietà internazionale del marchio e a una rete distributiva globale. Nonostante le difficoltà registrate negli ultimi esercizi, con vendite sotto pressione e una quotazione che si è quasi dimezzata rispetto a tre anni fa, il gruppo tedesco resta uno dei principali player europei con ricavi superiori ai 4 miliardi di euro. Attualmente è in corso una ristrutturazione dei negozi, una razionalizzazione della gamma di prodotti e della linea di prêt-à-porter femminile.
L’offerta ha acceso i titoli del lusso italiano con Moncler che sale del’1% e Salvatore Ferragamo che guadagna il 2,8%.
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