Scivola tra le onde, quasi danzando sull’acqua. La barca più bella del mondo ha più di sessant’anni, ma gode di un’eterna giovinezza. Riva Aquarama: basta il nome per evocare un universo nautico fatto di legni pregiati, di motori a otto cilindri e linee raffinate che sfidano il tempo. Icona di eleganza e di ingegneria, questa imbarcazione ha vissuto da protagonista gli anni della Dolce Vita e ancora oggi non smette di emozionare, alimentando un collezionismo di altissima fascia. Il mitico motoscafo nato agli inizi dei Sessanta a Sarnico, sul lago d’Iseo, romba con grinta ed è per distacco la punta diamante di un mercato globale, quello dei natanti vintage, che genera un consistente giro d’affari.
«Per queste opere d’arte nautica la clientela non manca e anzi registriamo un aumento dei compratori giovani. Questo dimostra come le imbarcazioni classiche stiano ampliando la propria base di appassionati, con una domanda sempre più internazionale», spiega a Moneta Battista Bellini, amministratore delegato di Bellini Nautica, azienda specializzata nel restauro, nella compravendita e nella valorizzazione di imbarcazioni di pregio, con una particolare competenza sugli storici modelli Riva. A spingere gli affari in acque molto floride è il già citato Aquarama, che non conosce rivali per bellezza e valore: i tre modelli (normale, Super e Special) si contendono il primato tra i collezionisti, contribuendo a rinnovare il prestigio dello storico marchio italiano, oggi parte del Gruppo Ferretti. Tra le imbarcazioni top, anche il Riva Tritone e il Riva Ariston, entrambi prodotti a partire dagli anni Cinquanta.
«In linea generale, sul mercato vale di più lo Special ma anche il normale e il Super, entrambi di terza serie, sono particolarmente pregiati. Il consiglio è di scegliere in base all’utilizzo che se ne intende fare: c’è chi acquista solo per collezionismo, chi desidera navigare e godersi la barca e chi, infine, la considera con l’idea di rivenderla in futuro», chiosa l’imprenditore. Che i Riva d’epoca siano anche un investimento è fuori discussione: gli Aquarama prodotti sono circa seicento e la loro rarità ne accresce il valore. «Già nel 2022 un’analisi evidenziava come, negli ultimi 25 anni, il tasso di crescita del segmento fosse in media pari all’8% annuo, al lordo delle manutenzioni», annota Bellini.
Un motoscafo d’epoca in ottime condizioni è quasi sempre il risultato di un restauro accurato. «Se l’imbarcazione trascorre un lungo periodo in acqua, si parte dalla carena e si rifà l’intero ciclo di verniciatura, che può arrivare fino a 28 mani. Se invece l’utilizzo è più limitato, è sufficiente un intervento meno invasivo. Nei restauri più profondi si sostituiscono anche le tavole in mogano delle fiancate. Sul fronte meccanico, gli Aquarama più datati montano motori Chris-Craft o Chrysler, per i quali oggi è difficile trovare ricambi originali, mentre per i modelli più recenti la disponibilità è maggiore», spiega l’esperto.
Più in generale, stando agli attuali prezzi di mercato, il restauro completo di un Aquarama va dai 250 ai 350mila euro, mentre un intervento solo conservativo costa circa 120mila euro. Cifre in linea con il valore dei capolavori riparati, che nelle versioni più rare (è il caso dell’Aquarama Lungo) può superare il milione. A offrire un particolare servizio di restauro è anche Riva Classiche, divisione del Gruppo Ferretti che raccoglie l’eredità di Riva RAM e mette a disposizione il know-how storico del cantiere, l’accesso all’archivio storico e ai ricambi originali, oltre alla possibilità di certificare l’autenticità delle imbarcazioni. L’attestato garantisce che l’imbarcazione Riva sia stata effettivamente costruita dal cantiere e che ne rispetti il progetto, i materiali e le soluzioni tecniche originali, preservandone l’identità e il valore storico.
Mollati gli ormeggi, quel che resta ai possessori di questi bolidi del mare è l’emozione. «Il rombo dei motori è qualcosa di unico, ma altrettanto formidabile è la navigazione dolce ed elegante che questi motoscafi raggiungono anche a velocità sostenute», testimonia Bellini. Ma il fenomeno non è esclusivamente italiano: il mercato dei motoscafi d’epoca in legno è infatti animato anche da storici cantieri americani ed europei che hanno contribuito a definirne gli standard collezionistici internazionali. I Chris-Craft Barrelback, riconoscibili per la tipica poppa arrotondata degli anni Trenta e Quaranta, sono ad esempio tra i più diffusi nel segmento alto di gamma. Gli Hacker-Craft, ancora oggi costruiti a mano negli Stati Uniti, sono apprezzati per le prestazioni e possono superare il mezzo milione nei modelli più rari. Altrettanto esclusivi sono i Gar Wood Speedster, nati come barche da corsa e caratterizzati da scafi bassi e aggressivi. In Europa, i Pedrazzini svizzeri incarnano invece la massima espressione della manifattura artigianale, con il Super Capri, costruito interamente in legno di mogano e rifinito con estrema cura.
Dalle meraviglie firmate Riva alle perle della cantieristica internazionale, questi modelli conservano una forza propulsiva inarrivabile: quella di un lusso che cavalca l’onda lunga dell’esclusività.
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