Le alluvioni si confermano il rischio naturale più frequente e più oneroso per l’Europa, con un impatto economico che continua ad accelerare sotto la spinta del cambiamento climatico. Dal 2000 a oggi i danni economici complessivi provocati dagli eventi alluvionali nel continente hanno raggiunto i 226 miliardi di euro e la velocità con cui crescono le perdite rappresenta uno dei segnali più evidenti dell’aumento della vulnerabilità delle economie europee. È quanto emerge dal nuovo studio di Allianz Research, Europe under water: The macroeconomic cost of flooding and the economic case for adaptation, che fotografa un quadro in rapido deterioramento: le perdite registrate nel periodo 2020-2025 hanno infatti già superato quelle accumulate nell’intero decennio precedente.
In questo scenario l’Italia occupa una posizione di particolare criticità. Tra il 2000 e il 2025 il nostro Paese è stato quello europeo con il maggior numero di alluvioni censite, ben 168 eventi, davanti alla Spagna con 134 e alla Francia con 109. Una frequenza che si riflette inevitabilmente anche sul piano economico. Nello stesso arco temporale i danni complessivi hanno raggiunto circa 42 miliardi di euro, valore che colloca l’Italia al secondo posto in Europa, preceduta soltanto dalla Germania con 78 miliardi e seguita dalla Spagna con 25 miliardi.
Lo studio evidenzia come le conseguenze delle alluvioni vadano ben oltre i danni immediati a infrastrutture, abitazioni e attività produttive. Gli eventi estremi producono infatti effetti persistenti sull’intero sistema economico, incidendo sugli investimenti, comprimendo i consumi, riducendo il reddito delle famiglie e aumentando la pressione sui conti pubblici. In altre parole, un’alluvione non rappresenta soltanto un’emergenza ambientale, ma uno shock macroeconomico destinato a lasciare effetti per diversi anni.
Per misurare questa vulnerabilità, Allianz Trade ha elaborato una simulazione basata sull’intensità media delle alluvioni osservate tra il 2015 e il 2024. Lo scenario ipotizza che un grave evento alluvionale possa determinare per l’Italia una perdita cumulata di 56,5 miliardi di euro di PIL, accompagnata da una riduzione degli investimenti di 51,3 miliardi di euro tra il 2027 e il 2030. A farne le spese sarebbero anche le famiglie, con una contrazione del reddito disponibile del 4,1% e una riduzione dei consumi privati stimata in circa 18,9 miliardi di euro. Sul fronte dei prezzi, l’impatto si tradurrebbe inoltre in un incremento cumulato dell’inflazione dello 0,8%, uno dei livelli più elevati tra quelli registrati nei Paesi europei analizzati.
Se la Spagna risulta il Paese che subirebbe la maggiore perdita relativa di prodotto interno lordo, con una contrazione stimata dell’1%, l’Italia si distingue invece per l’entità delle perdite in valore assoluto. Una differenza che deriva dalla forte concentrazione di popolazione, infrastrutture strategiche e attività economiche nelle aree maggiormente esposte al rischio idrogeologico, fattore che amplifica gli effetti economici di ogni evento estremo.
Di fronte a una dinamica destinata ad accentuarsi, Allianz Trade sottolinea come il tema dell’adattamento climatico non possa più essere considerato esclusivamente una questione ambientale, ma rappresenti una scelta di politica economica. Il progressivo aumento del costo delle alluvioni rende infatti sempre più urgente accelerare gli investimenti nella prevenzione attraverso il potenziamento delle infrastrutture idrauliche, la tutela delle aree naturali di laminazione, una pianificazione urbana maggiormente orientata alla gestione del rischio e una più ampia diffusione delle coperture assicurative contro gli eventi climatici.
L’analisi evidenzia anche la convenienza economica degli interventi di resilienza. Secondo le stime di Allianz Trade, ogni euro investito nell’adattamento alle alluvioni può generare benefici pari a circa quattro volte il capitale impiegato grazie alla riduzione dei danni futuri, al contenimento della spesa pubblica necessaria per la ricostruzione e al rafforzamento della sostenibilità del sistema assicurativo chiamato a fronteggiare rischi climatici sempre più frequenti e intensi. In un contesto in cui gli eventi estremi stanno assumendo una dimensione strutturale, la capacità di prevenire diventa così non soltanto una priorità ambientale, ma un elemento decisivo per la competitività e la stabilità economica del Paese.
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