Nel settore della moda, dove la presenza femminile è storicamente elevata, la parità di genere sta diventando sempre più un parametro misurabile. Non solo un tema di responsabilità sociale, ma anche un indicatore osservato da investitori, clienti e stakeholder nell’ambito delle strategie ESG. In questo contesto Gucci ha rinnovato la certificazione per la parità di genere, rilasciata dopo un audit di Bureau Veritas Italia che ha coinvolto 14 società del gruppo attive nel Paese tra funzioni corporate, rete retail e attività produttive. La Maison era stata la prima azienda italiana del lusso a ottenere, nel 2023, la certificazione prevista dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) su base volontaria.
Il sistema di valutazione prende in esame sei aspetti dell’organizzazione aziendale: dalla governance alla gestione delle risorse umane, dalle opportunità di carriera per le donne all’equità retributiva, fino alle politiche dedicate alla genitorialità e alla conciliazione tra lavoro e vita privata.
L’audit ha evidenziato il consolidamento di alcune misure introdotte negli ultimi anni, tra cui processi di selezione orientati all’inclusione, congedi parentali rafforzati, programmi di supporto per i neogenitori, percorsi di formazione e una maggiore flessibilità nell’organizzazione del lavoro. Si tratta di strumenti sempre più diffusi nelle grandi aziende internazionali, soprattutto in comparti ad alta intensità di capitale umano come quello del lusso.
Il rinnovo della certificazione è illustrato nel Gucci Equilibrium Impact Report 2025, il documento con cui l’azienda rende conto delle iniziative realizzate sul fronte ambientale e sociale. Oltre ai temi legati all’inclusione, il report segnala il proseguimento delle attività per la riduzione delle emissioni di gas serra lungo la catena del valore e gli investimenti in progetti di agricoltura rigenerativa e a sostegno delle comunità locali.
Per il settore della moda, dove sta crescendo la sensibilità per le tematiche sostenibili, strumenti di verifica indipendente come la certificazione della parità di genere stanno assumendo un ruolo crescente nel definire la qualità dell’organizzazione aziendale, oltre che la sua reputazione.
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