La Fifa ha destinato il 10 per cento degli introiti del Mondiale di calcio alle 48 federazioni le cui nazionali hanno partecipato al torneo. Trattasi di 871 milioni di dollari, questo significa che il governo presieduto e comandato da Gianni Infantino ha incasso 9 miliardi di dollari, tra diritti televisivi, bigliettazione, sponsor, marketing, merchandising.
I criteri di distribuzione
Il criterio di distribuzione dei denari è stato definito, ovviamente, in base al risultato ottenuto sul campo, così che le rappresentative che si sono classificate nella parte ultima della graduatoria, cioè dal 33° al 48° posto, hanno ricevuto 12,5 milioni di dollari, dunque Iran, Corea del Sud, Qatar, Tunisia, Haiti, Repubblica Ceca, Nuova Zelanda, Curaçao, Arabia Saudita, Iraq, Scozia, Uruguay, Giordania, Uzbekistan, Panama, Turchia, per un totale di 200 milioni di dollari. A seguire, alle nazionali che si sono classificate dal 32° al 17° posto è stato garantito un pacchetto di 216 milioni di dollari, suddiviso in quota di 13,5 milioni a testa per Ghana, Algeria, Capo Verde, Australia, Costa D’Avorio, Repubblica democratica del Congo, Ecuador, Senegal, Giappone, Germania, Svezia, Austria, Bosnia, Sudafrica, Olanda, Croazia. Quindi il montepremi aumenta, i milioni di dollari sono 17,5 per chi è arrivato a scendere dal 16° al 9 posto – Paraguay, Colombia, Egitto, Portogallo, Usa, Canada, Brasile, Messico – per un totale di 140 milioni di dollari, poi si va verso il podio, 21,5 milioni di dollari a Marocco, Belgio, Svizzera e Norvegia, piazzatesi dall’ottavo al quinto posto, per un totale di 86 milioni, quindi la Francia, quarta in classifica, incassa 29,5 milioni di dollari, l’Inghilterra, terza, 31,5, l’Argentina porta a casa 35,5 milioni mentre i campioni del mondo della Spagna hanno un bingo di 52,5 milioni di dollari.
Giro di denari
A questo giro di denari, sembrano molti ma sono una parte minima del colossale bottino, vanno aggiunti, ad esempio, gli indennizzi per i club che hanno prestato i propri tesserati-dipendenti alle nazionali. Limitandosi alla Serie A italiana, il Milan ha ricevuto 2 milioni e 315 mila dollari per i dieci atleti che sono stati presenti al Mondiale per un totale di 463 giorni, l’Atalanta con otto “prestiti” incassa 1 milione e 595 mila dollari, l’Inter 1 milione e 550 mila per i sette nerazzurri mondiali, la Juventus 1 milione e 215 mila per i sei impegnati nel torneo e così a scendere fino a Fiorentina e Frosinone con 200 mila dollari per l’unico rappresentante in 40 giornate e l’Udinese con 165 mila dollari per il suo atleta presente 33 giorni che porta ad una somma complessiva di 13 milioni e 925 mila dollari. Il riassunto farebbe pensare a un’opera di beneficenza della Fifa ma è esattamente il contrario, sfruttamento massimo delle prestazioni, investimento “elettorale” nel numero dei Paesi partecipanti e dunque dei calciatori impegnati, un mondo che fa girare i soldi e che continua a crescere anche nei debiti, là dove, in Europa, quasi tutti i club sono in border line con i conti. Il futuro prevede un ampliamento delle federazioni partecipanti alla fase finale, da 48 a 64 con incassi ancora più sostanziosi e un logorio estremo per gli atleti. Ma questo, alla Fifa, non interessa affatto.
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