Banche protagoniste della calda estate anche a Piazza Affari, con le prospettive di risiko nel settore e di tassi all’insù per le pressioni dal caro-energia che ne tengono alta l’attenzione. Da inizio giugno l’indice dei finanziari della Borsa Italiana ha guadagnato oltre il 14%, praticamente tutta la performance del 2026, con la lente del mercato che oltre alle storie più speculative, come il titolo Mps, ha indirizzato l’attenzione anche sulle realtà più dinamiche nel private banking. È il caso di Banca Generali che negli ultimi due mesi ha infilato la corsia di sorpasso guadagnando circa 20 punti percentuali (dati al 29 luglio).
Dietro al rally, certamente la semestrale oltre le stime con utili in salita del 39% a quasi 280 milioni, come mai prima nella storia della banca, e la crescita delle masse a doppia cifra a 121 miliardi, ma anche la rinnovata vitalità mostrata dalla banca guidata da Gian Maria Mossa nell’ultimo anno. Dalla sfumata offerta di Mediobanca della scorsa estate il titolo della banca del Leone ha messo a segno un rialzo del 45%, ha accelerato la raccolta, solo quest’anno del 47% a 4,4 miliardi, gli inserimenti di banker d’esperienza (oltre un centinaio nel 2026) e dato un’accelerazione significativa ai progetti strategici. Lo scorso novembre si è infatti alzato il sipario prima sulla partnership nell’insurbanking con Alleanza Assicurazioni che avanza in linea ai piani, e poi a luglio ha presentato il piano per affiancare gli imprenditori nelle sfide di competitività – Pmi2Change – col lancio di un Etf che punta sulle 100 eccellenze virtuose quotate sotto al miliardo di capitalizzazione.
Nelle prime quattro settimane i flussi si avvicinano ai 60 milioni di masse già confluite nello strumento, su un obiettivo di medio termine di 100 milioni, che ne fanno già uno dei maggiori investitori nelle pmi di Piazza Affari. Per la terza banca private in Italia lo scettro di “Banca degli Imprenditori” dai numeri dell’iniziativa e dallo sviluppo delle masse private che si avviano ormai verso i 100 miliardi, ovvero quasi l’80% del totale. A fronte di queste indicazioni gli analisti di Barclays la considerano il “miglior titolo nel settore”, ribadendo il giudizio “sovrappesare” in portafoglio e un prezzo obiettivo confermato a 76,5 euro. Traguardo lontano dalle valutazioni attuali del solo 15%, non impossibile per Mossa che ha abituato il mercato a generosi ritorni totali per gli azionisti, nell’ordine del 450% nell’ultimo decennio. E che in queste settimane può anche contare sul vento in poppa dalle speculazioni sul risiko che in Borsa non guasta.
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