Agosto è il mese della caccia alla stanza in affitto per gli studenti fuorisede. Dopo una lunga serie di aumenti, si registra un trend in calo soprattutto nelle città che avevano segnato record storici, come Milano.
Secondo uno studio di Immobiliare.it, a livello nazionale si evidenzia una contrazione dei costi medi mensili, pari al -6,2%. Il calo si deve principalmente a una flessione della domanda, misurata sia in termini di contatti medi per annuncio (-19,8%) che di contatti complessivi, che arretrano quasi del
22% rispetto a un anno fa.
Il caso Milano
Milano rimane la città più cara in Italia per affittare una stanza singola, con 704 euro al mese di media, nonostante un calo annuo prossimo al 4%. La pressione della domanda sul singolo annuncio, a differenza di quanto accade in molti altri centri, è in lieve crescita (+1,5%), ma i contatti complessivi scendono di oltre il 14%.
Roma
Roma mostra invece un trend molto diverso: sia la pressione di domanda che i contatti complessivi si contraggono di oltre il 30%, spinti verso il basso da prezzi che continuano a salire in modo significativo (+7% anno su anno). Il canone mensile richiesto per l’affitto di una stanza singola nella Capitale ammonta a 615 euro, il terzo più alto tra le città analizzate, alle spalle solo del capoluogo lombardo e di Firenze (627 euro al mese).
Le città con maggiori rincari
Ma quali sono le altre città in cui prezzi salgono più velocemente? Pescara è il caso più eclatante (+28,6%, 388 euro/mese), ma registrano aumenti a due cifre anche Trieste (+16,7%, 369 euro/mese), Palermo (+13,6%, 315 euro/mese), Bari (+12,2%, 426 euro/mese), Genova (+11,9%, 408 euro/mese), Pisa (+10,7%, 364 euro/mese) e Pavia (+10,2%, 400 euro/mese).
Le città più e meno care
Dopo Milano, Firenze e Roma, la città dove una stanza in affitto costa di più è Bologna, che perde due posizioni rispetto a dodici mesi fa a causa di una flessione dei canoni del 7,5% (585 euro/mese). Bergamo guadagna ben sei posizioni, passando dall’undicesima alla quinta, grazie a un incremento dei prezzi dell’8,3% (504 euro/mese). Padova è sesta e scende appena sotto i 500 euro/mese (-1,1%), precedendo Torino (479 euro/mese, +0,5%), Brescia (478 euro/mese, -7,9%), Verona (473 euro/mese, +0,1%) e Venezia (456 euro/mese, +0,7%). Trento, che l’anno scorso occupava il quinto posto, scala al dodicesimo in seguito a un decremento dei canoni del 18,3% (444 euro/mese).
Passando ai tre centri più convenienti, non si notano variazioni rispetto allo scorso anno: si tratta di Foggia (259 euro/mese, +4%), Catanzaro (251 euro/mese, +3%) e Chieti (240 euro/mese, +5,2%).
Comparto in riequilibrio
«I dati sulle stanze confermano un progressivo riequilibrio del comparto dopo anni caratterizzati da una crescita sostenuta, sia sul fronte della domanda che su quello dei prezzi. Si tratta di una tendenza che aveva già iniziato a manifestarsi la scorsa estate, ma che oggi emerge con maggiore chiarezza», spiega Paolo Giabardo, Direttore Generale di Immobiliare.it. «La flessione registrata a livello nazionale può essere considerata come fisiologica: in mercati molto maturi come Milano, dove i canoni hanno raggiunto livelli particolarmente elevati, una domanda meno intensa tende naturalmente a tradursi in un ridimensionamento dei prezzi. Ad ogni modo il quadro resta molto eterogeneo: accanto ai grandi centri in cui il mercato si sta stabilizzando, ci sono ancora numerose città che continuano a registrare aumenti significativi dei canoni, a conferma di dinamiche locali molto differenziate».
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