Il fondo speculativo britannico guidato da Sir Christopher Hohn ha investito 636 milioni di dollari in prestiti concessi ad alcuni dei più prestigiosi alberghi di lusso in Italia. Lo rivela un’inchiesta del Financial Times, secondo cui il miliardario a capo di uno degli hedge fund più redditizi al mondo – il Children’s Investment Fund (TCI) – starebbe destinando una quota rilevante del proprio portafoglio al settore dei prestiti immobiliari legati all’ospitalità di fascia alta.
A motivare la scelta è l’attrattiva sempre più forte esercitata dagli hotel di lusso sui viaggiatori internazionali facoltosi, un trend che sta catalizzando l’interesse di numerosi investitori globali. Nel dettaglio, TCI ha erogato un prestito da 392 milioni di dollari al leggendario Hotel Danieli di Venezia, attualmente al centro di un’importante ristrutturazione avviata dopo il passaggio di gestione da Marriott a Four Seasons nel 2022, con i lavori che dovrebbero concludersi l’anno prossimo. Il fondo detiene inoltre una quota in un prestito da 132 milioni di dollari destinato all’Hotel Caesar Augustus di Capri, un finanziamento da 74 milioni di dollari per il Six Senses sul Lago di Como e uno da 38 milioni di dollari per il Mandarin Oriental di Milano.
Fuori dagli schemi
Paragonato spesso a Warren Buffett, Hohn segue in realtà una filosofia che lo pone agli antipodi rispetto alla maggior parte dei colossi della finanza. Alla guida di un patrimonio complessivo di 77 miliardi di dollari, si affida a un team ridottissimo – appena sei analisti – e a un portafoglio scarno all’estremo: solo 15 posizioni. La sua è una lettura degli investimenti “in bianco e nero”, capace di distillare ogni tesi in un pugno di variabili essenziali.
TCI ha generato circa 70 miliardi di dollari di guadagni netti dall’inizio, con 77 miliardi di dollari di asset in gestione, e più precisamente 68,4 miliardi di dollari di guadagni netti cumulati dal lancio nel 2004.
L’inizio dell’anno, però, non è stato dei più semplici. A pesare sul portafoglio è stata soprattutto GE Aerospace, la principale partecipazione del fondo, colpita dalle tensioni in Medio Oriente e dal conflitto con l’Iran, che continuano a gravare sull’intero comparto aeronautico.
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