Con il rientro dalla pausa estiva, i corridoi di Via XX Settembre e quelli dei ministeri tornano a popolarsi in vista dell’appuntamento economico più delicato dell’anno: la definizione manovra 2027. Si apre così una sessione di bilancio impegnativa e dal valore strategico, la cui importanza è accentuata dalla prospettiva delle imminenti elezioni politiche. Sul tavolo del Mef sta per prendere forma un’architettura finanziaria che dovrà bilanciare con fermezza le proposte dei partiti di maggioranza con l’inderogabile imperativo della prudenza fiscale. Una linea rivendicata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, deciso a proteggere la credibilità internazionale conquistata dall’Italia sul fronte dei conti pubblici.
Coordinate macro
L’impalcatura finanziaria per le decisioni d’autunno poggia sulle stime definite nel Documento di finanza pubblica (Dfp). Nelle rilevazioni del Dfp, la previsione di crescita del Pil reale per il 2026 è stata prudentemente rivista al ribasso dallo 0,7% al 0,6%. Un andamento analogo viene confermato anche per il 2027, mentre per il biennio 2028-2029 le proiezioni indicano una crescita dello 0,8%.
Sul versante dei saldi, le stime del Dfp basate sui dati di consuntivo Istat del 2025 registrano un deficit al 3,1% del Pil, valore che ha mancato di poco l’uscita anticipata dalla procedura d’infrazione Ue. Il percorso programmatico del Tesoro conferma comunque una traiettoria di rientro: 2,9% nel 2026 e 2,8% nel 2027. Per il rapporto debito/Pil, dopo il devastante impatto del Superbonus, si attende la discesa dal 138,6% atteso quest’anno al 138,5% del prossimo.
L’intero scenario potrebbe però beneficiare di una svolta: il 22 settembre l’Istat pubblicherà le revisioni ufficiali sui conti 2025. Se la revisione dovesse portare il deficit sotto al 3%, lo stop alla procedura Ue amplierebbe i margini della manovra.
Il volume della manovra
Le prime stime quantificano il volume della legge di bilancio in circa 28-30 miliardi di euro. L’Italia potrà beneficiare della flessibilità per investimenti in difesa ed energia pari a 14 miliardi di euro complessivi (lo 0,3% annuo di Pil per l’energia fino allo 0,6% nel triennio e lo 0,9% nel biennio 2027-2028 per la spesa militare). I vincoli della Commissione europea sono tuttavia stringenti: i fondi per l’energia devono coprire interventi strutturali green (caldaie, efficienza edifici e rinnovabili) ed escludono l’uso per misure di sollievo temporaneo o tagli delle accise, per i quali si valuteranno semmai aiuti selettivi. In questo quadro, la linea del Tesoro esclude deroghe al rigore. L’ipotesi di ulteriori scostamenti per spese correnti appare impraticabile.
Le rassicurazioni di Giorgetti
Durante il G20 Finanze, il ministro Giorgetti ha rassicurato i mercati sulla tenuta del debito sovrano: «Non è più un problema come in passato: ci sono tanti altri debiti nel mondo, alcuni visibili e altri non visibili, che sono un elemento di sbilancio. Noi siamo abbastanza a posto per quanto riguarda il suo rifinanziamento. Anche nei Paesi del G7 non tutti sono messi come noi». Questa prudenza è fondamentale per tutelare la credibilità dell’Italia in vista del ciclo autunnale di revisione dei rating. Con margini interni ristretti a 14-16 miliardi, le proposte avanzate dalla maggioranza rischierebbero di assorbire l’intera flessibilità. Il fascicolo occupazione del ministero del Lavoro supererà i 2 miliardi per confermare decontribuzioni, stabilizzazioni e il Fondo nuove competenze. Nel capitolo fiscale c’è convergenza tra Fratelli d’Italia e Forza Italia sull’estensione del taglio Irpef al 33% fino a 60 mila euro (costo 2,6-3 miliardi). Il responsabile economico di Fratelli d’Italia, Marco Osnato, propone anche la riduzione al 15% o 10% della tassazione sulle tredicesime fino a 15 mila euro (500 milioni).
In cantiere anche la conferma del 15% su straordinari e notturni (250-300 milioni) e l’aumento del bonus mamme a 80 euro (200 milioni).
Addio al bollo auto
Forza Italia punta su misure pro crescita ed esclude nuove tasse. Il portavoce Raffaele Nevi e il responsabile economico Maurizio Casasco indicano tra le priorità l’abolizione del bollo auto (7,5 miliardi), la flat tax incrementale al 5% (450 milioni) e il cashback sanitario al 19%. Sul fronte pensioni, il partito di Antonio Tajani chiede l’innalzamento degli assegni minimi a 700-800 euro (1,35 miliardi).
La Lega punta su previdenza e fisco agevolato. Il presidente della commissione Finanze della Camera, Alberto Gusmeroli, rilancia la flat tax al 5% per l’assunzione di under 30 (175 milioni) e la riapertura della Rottamazione quater. Sul fronte pensionistico, a fronte dell’adeguamento anagrafico di tre mesi in più nel biennio 2027-2028, il Carroccio propone uscite anticipate a 64 anni o Quota 41 (1,75 miliardi al primo anno, poi riassorbiti dal ricalcolo contributivo degli assegni). Per coprire le misure, la Lega propone un prelievo straordinario del 5% sugli utili dei primi 10 istituti bancari per tre anni (gettito 1,5-2 miliardi), trovando però il no di Forza Italia.

Nel capitolo casa, si valuta la proroga al 2027 dei bonus edilizi congelando il taglio delle aliquote al 36% e 30% per un costo di 1,35 miliardi, sfruttando la flessibilità green Ue. Sullo sfondo resta, infine, la richiesta del ministro della Salute Orazio Schillaci per 5,5 miliardi aggiuntivi al Fondo sanitario, un capitolo che ha comunque già visto un rafforzamento record della dote negli ultimi anni, salendo fino a toccare la cifra di 143,9 miliardi programmati per il 2027 (con un miliardo già aggiunto nell’ultima manovra), su cui il Tesoro eserciterà una rigorosa selezione per garantire il rispetto dei vincoli di bilancio.
Capacità di mediazione
Sarà proprio questa capacità di mediazione la vera cartina di tornasole della manovra. Nel delicato passaggio d’autunno il governo si gioca molto più di una legge di bilancio: in un contesto internazionale scosso da forti incertezze mantenere la rotta del rigore senza soffocare la crescita rappresenterà il miglior biglietto da visita per confermare la stabilità dell’Italia di fronte ai mercati.
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