Nella corsa mondiale all’energia, Stati Uniti e Cina si contendono le risorse necessarie ad alimentare la crescita economica, l’intelligenza artificiale e i data center.
Per Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, l’Europa deve tornare a considerare l’energia una priorità strategica senza limitarsi a considerarsi vittima della competizione.
“Se è vittima è colpa dell’Europa”, sostiene Descalzi dal palco del Forum Moneta: il continente partecipa alla gara, ma rischia di non vincerla perché ha trattato l’energia come “un qualcosa di accessorio, non di centrale”.
La risposta europea dovrebbe partire dall’Africa, un’area vicina nella quale investire nelle risorse energetiche e contribuire allo sviluppo.
Descalzi critica anche la politica energetica di Bruxelles e l’approccio alle rinnovabili. “Sono diventate un’ideologia per dare contenuto politico a un vuoto assoluto”, afferma.
L’errore, a suo giudizio, è stato trasformare una tecnologia in un fine politico, affidandole aspettative che da sola non può soddisfare. La soluzione richiede invece “competenza, leadership, onestà mentale” e pragmatismo.
Le tecnologie devono essere considerate strumenti al servizio del benessere delle persone: “Idee e non ideologie”.
Quanto al nucleare, “sappiamo benissimo che dobbiamo farlo”, dice Descalzi. Ma poiché le soluzioni servono “oggi e domani”, occorre combinare nucleare, rinnovabili e gas, tenendo conto dei tempi e della disponibilità delle diverse fonti.
L’ad di Eni denuncia anche il rallentamento degli investimenti in petrolio e gas, favorito da previsioni sulla domanda che “si sono rivelate errate e dalla pressione degli investitori per ottenere rendimenti immediati”.
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