I fogli sportivi e le pagine di sport di tutto il mondo si sono occupati dell’assegnazione del Pallone d’oro, prestigioso trofeo che premia il migliore calciatore dei vari campionati europei. La settantesima edizione è stata vinta dal campione inglese Harry Kane, attaccante del Bayern Monaco, in un evento spettacolare al London Palladium. Al di là del casting che ha messo in lista i candidati, è doveroso chiarire che il Pallone non è affatto d’oro. Se così fosse, cioè di oro puro, peserebbe tra i 50 e i 60 chilogrammi e avrebbe un valore di mercato oltre il milione di euro. Il fascino del premio sta nel suo significato ma nella sostanza la verità è diversa. Quando Michel Platini decise di regalare a Gianni Agnelli, per i suoi 70 anni, uno dei tre Palloni d’oro conquistati consecutivamente, l’Avvocato domandò: «Ma è tutto d’oro?», il campione francese replicò: «Ma no, altrimenti non glielo avrei regalato!».
Facezie, il trofeo sta nella dimora parigina di John Elkann ma quale è la verità di questo Pallone? L’opera si deve alla gioielleria Maison Mellerio, fondata nel 1613. Mellerio è uno dei mille e più di mille migranti italiani, la famiglia veniva da Craveggia, in Val Vigezzo, erano ambulanti di chincaglieria, quando decisero di mettere una bancarella di fronte a Versailles, Maria Antonietta acquistò un monile e lo mostrò ai cortigiani. Ebbe così inizio un’avventura di quattordici generazioni della stessa famiglia che dopo aver creato gioielli per le case reali, dal 1956 crea il Pallone d’oro e infine la Coppa dei Moschettieri per il vincitore del Roland Garros. Le Balon d’or, dunque, cento ore di lavoro, sei mesi di impegno tra saldatori, incisori, lucidatori per mettere insieme due emisferi in ottone con una lega di rame e di zinco che garantisce resistenza. Ma detto e fatto così sarebbe un involucro dal suono vuoto e allora viene riempito di cemento, così da conferire al trofeo il giusto “peso”, evitando che vada in frantumi al primo urto e si presti all’incisione del nome del vincitore per la solennità che si deve alla celebrazione, anche perché la sfera viene collocata su una base in pirite per accentuarne lo sfarzo. La palla metallica riceve, con trattamento galvanico, una luce scintillante e una doratura sottile. È un velo d’oro puro a 18 carati, dunque ci troviamo di fronte a un oggetto placcato in oro, perché l’oro è un metallo pesante, con una densità di 19,3 grammi per centimetro cubo, quasi il doppio del piombo, la sfera misura 31 centimetri di altezza e 23 di diametro, se fosse in oro massiccio il peso totale supererebbe i 60 chilogrammi e potrebbe essere alzato solo da un campione di sollevamento pesi. Invece il Pallone ha un peso variabile tra i 7 e i 12 chilogrammi, l’oro puro a 24 carati potrebbe deteriorarsi, c’è da dire che il piedistallo di pirite è unico al mondo, con effetto scintillante che provoca la grande illusione che trova la sua clamorosa conferma nel fatto che il vincitore non si porta a casa il trofeo originale ma una replica, mentre il Pallone d’oro ritorna nelle casseforti a rue de la Paix di Parigi, sede della Maison Mellerio, per essere poi esposto in musei o mostre itineranti.
Leggi anche:
Ai Mondiali più borsette che borse da calcio
© Riproduzione riservata