L’amministrazione Trump ha avviato la procedura per restituire oltre 166 miliardi di dollari raccolti con il piano di dazi globali annullato dalla Corte Suprema a febbraio, secondo quanto riferisce il New York Times. Si apre così una fase complessa che vedrà le imprese interessate presentare la documentazione necessaria per ottenere i rimborsi delle imposte ritenute illegittime.
Il meccanismo stabilito dall’Esecutivo prevede che soltanto le società che hanno effettivamente versato i dazi possano inoltrare richiesta di rimborso. Questa condizione esclude milioni di consumatori che, pur avendo pagato prezzi più elevati per beni importati a causa delle tariffe, non avranno accesso a un indennizzo diretto. Tra i ricorrenti contro l’amministrazione figurano oltre 3.000 aziende, incluse realtà di primo piano come FedEx e Costco, alcune delle quali avevano avviato cause prima ancora della sentenza della Corte Suprema.
I tempi burocratici
Secondo le indicazioni governative, una volta ricevuta e ammessa la domanda di rimborso, i tempi burocratici stimati per la liquidazione oscillano tra i 60 e i 90 giorni. Tuttavia, osservatori legali e rappresentanti delle imprese mettono in guardia: la tempistica potrebbe allungarsi a causa della complessità dei controlli documentali e delle verifiche sull’effettivo pagamento dei dazi, nonché per l’eventuale contenzioso residuo su casi particolari. L’operazione di restituzione presenta anche rilevanti implicazioni di ordine pratico e politico. Sul fronte contabile, il rimborso di importi così ingenti avrà impatti sulla tesoreria pubblica e potrebbe richiedere riallocazioni di spesa o l’uso di riserve, con riflessi sul bilancio federale.
Le linee guida
Per le imprese, la possibilità di recuperare i versamenti rappresenta un’opportunità per ridurre oneri accumulati, ma resta cruciale la capacità di dimostrare in modo chiaro e documentato l’effettivo esborso. Le associazioni di categoria hanno già predisposto linee guida per assistere le imprese nella predisposizione delle domande; mentre alcuni studi legali prevedono un’ondata di contenziosi per casi limite e dispute interpretative.
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