Il 2026 si apre all’insegna di un mercato del lavoro in trasformazione strutturale, segnato da una domanda sempre più orientata verso profili qualificati e da una crescente necessità di flessibilità organizzativa da parte delle imprese. Secondo i dati Istat relativi a febbraio 2026, diffusi a inizio aprile, il tasso di occupazione ha raggiunto il 62,4%, con un totale di 24 milioni e 149mila occupati, mentre la disoccupazione si attesta al 5,3%. Su base annua, rispetto a febbraio 2025, si registra un calo significativo delle persone in cerca di lavoro (-14,1%, pari a 223mila unità in meno).
Le stime elaborate dal sistema Unioncamere–Excelsior evidenziano che, nel periodo compreso tra il 2025 e il 2029, il fabbisogno complessivo di lavoratori si collocherà tra 3,3 e 3,7 milioni di unità.
In questo contesto, la domanda di lavoro diventa sempre più selettiva e orientata verso competenze specifiche, mentre l’offerta fatica a tenere il passo, soprattutto per la carenza di profili tecnici adeguati. Per il mese di aprile 2026, le imprese prevedono circa 500mila nuove entrate, con una stima di 1,6 milioni di contratti nel trimestre aprile-giugno. Tuttavia, quasi la metà delle posizioni aperte (44,6%, pari a circa 223mila unità) risulta difficile da coprire, secondo i dati Unioncamere–Excelsior.
Il settore dei servizi si conferma il principale motore della domanda occupazionale, con 340mila ingressi programmati nel solo mese di aprile (il 68% del totale) e oltre 1,1 milioni nel trimestre. In particolare, spiccano i comparti della ristorazione e del turismo, che generano circa 117mila opportunità nel mese e 418mila nel trimestre, seguiti dal commercio, con 62mila assunzioni previste ad aprile e 209mila nel trimestre.
Guardando al quadro generale, i comparti che trainano l’economia italiana restano logistica, sanità, cantieristica, energia e ICT, sostenuti dagli investimenti legati al PNRR e dai processi di transizione digitale ed ecologica che stanno ridefinendo il sistema produttivo. In questi ambiti, la domanda di lavoro è alimentata non solo dall’aumento degli investimenti, ma anche dalla crescente complessità dei processi industriali e organizzativi, che richiedono competenze altamente specializzate e immediatamente operative.
“Nel 2026 – osserva Enrico Valocchia, amministratore di Hume Capital, società attiva nelle operazioni di M&A e nella consulenza per il settore delle Agenzie per il Lavoro – il mercato del lavoro è caratterizzato da una crescente richiesta di competenze avanzate e da fabbisogni strutturali che si sviluppano su orizzonti di medio-lungo periodo.”
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