Meloni punta sul ceto medio e rilancia la sfida fiscale. Dal palco dell’assemblea di Confcommercio, la presidente del Consiglio ha indicato con chiarezza una delle prossime priorità del governo: proseguire sulla strada della riduzione delle tasse, con particolare attenzione alle famiglie e ai lavoratori che sostengono il peso maggiore del sistema fiscale.
Dopo aver ricordato la riforma dell’Irpef, l’accorpamento dei primi due scaglioni e il taglio del cuneo fiscale, Meloni ha rivendicato che “con questi provvedimenti solamente ogni anno noi rimettiamo nelle tasche degli italiani, dei lavoratori, 21 miliardi di euro”. Ma, ha aggiunto, l’esecutivo non intende fermarsi qui: “Vogliamo fare di più, particolarmente per alleggerire il carico fiscale sul ceto medio, perché il taglio delle tasse è uno dei grandi obiettivi di questo Governo”.
La premier ha quindi marcato una netta differenza con le proposte delle opposizioni: “Per intenderci altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad averlo un patrimonio dopo decenni di lavoro e di sacrifici”.
L’intelligenza artificiale e i rischi per il lavoro
Un ampio passaggio dell’intervento è stato dedicato all’intelligenza artificiale, proprio nel giorno in cui il Consiglio dei ministri era chiamato ad approvare i decreti attuativi della disciplina nazionale sul tema.
Meloni ha definito l’IA “uno strumento dal potenziale straordinario”, ma ha avvertito che la sua portata potrebbe rivelarsi molto più ampia di quanto oggi si riesca a immaginare. “Non è facile trovare l’equilibrio tra valorizzare questo strumento e dare a questo strumento delle regole che consentano di coglierne il potenziale e di limitarne i rischi”, ha spiegato.
Secondo la presidente del Consiglio, il primo nodo riguarda il mercato del lavoro. “Fino ad oggi il lavoro umano che veniva sostituito era lavoro fisico”, mentre oggi “quello che rischia di essere sostituito è il lavoro di intelletto”. Uno scenario che potrebbe avere conseguenze profonde: “Noi rischiamo oggettivamente un mondo nel quale sempre più persone non saranno necessarie, un mondo nel quale la ricchezza si concentra e si verticalizza ancora di più”.
Per questo, ha sottolineato, il fenomeno “va governato” a livello internazionale e sarà uno dei temi centrali del prossimo G7.
La battaglia contro i contenuti falsi
L’altra grande preoccupazione indicata dalla premier riguarda l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla qualità dell’informazione e sul funzionamento delle democrazie.
“Anche qui noi andiamo verso un mondo nel quale diventa difficile distinguere quello che è vero da quello che non lo è”, ha detto Meloni, evidenziando come la capacità dei cittadini di scegliere e decidere rischi di essere compromessa dalla proliferazione di contenuti artificiali. Un fatto di cui ha avuto esperienza personale essendo stata oggetto di fake video creati con l’IA.
Da qui la proposta italiana: “Quando tu vedi qualcosa che è prodotto dall’intelligenza artificiale deve essere scritto in sovraimpressione che è prodotto dall’intelligenza artificiale”. Un sistema che consentirebbe ai cittadini di distinguere immediatamente i contenuti autentici da quelli generati artificialmente.
Sostegno alle imprese e difesa della concorrenza leale
Nel corso dell’intervento la premier ha rivendicato numerose misure adottate a favore delle imprese del terziario e delle piccole e medie aziende. Tra queste gli incentivi alle assunzioni, la detassazione delle mance, il rifinanziamento della Nuova Sabatini, la super deduzione del costo del lavoro e il regime forfettario fino a 85 mila euro di fatturato.
Particolare enfasi è stata riservata anche alla lotta contro le attività “apri e chiudi” che eludono il fisco. “Finora ne abbiamo chiuse d’ufficio 24 mila”, ha affermato Meloni, definendo il risultato importante sia per lo Stato sia per gli imprenditori onesti.
Il messaggio, ha aggiunto, è chiaro: “Questa non è la Repubblica delle Banane, qui si rispettano le regole”.
Commercio di vicinato e identità italiana
La presidente del Consiglio ha poi ribadito il valore strategico del commercio di prossimità, definendolo un elemento essenziale della coesione sociale e dell’identità nazionale.
“Ogni serranda alzata è una luce, è un punto di riferimento, è una certezza”, ha detto, sottolineando che si tratta di una presenza sul territorio che “nessuna piattaforma online potrà mai sostituire”.
Da qui anche la scelta di istituire l’albo nazionale delle attività commerciali, delle botteghe artigiane e degli esercizi pubblici storici, con l’obiettivo di valorizzare e tutelare un patrimonio economico e culturale unico.
“È il tempo dell’azione”
Nelle conclusioni Meloni ha rivendicato la tenuta dell’economia italiana nonostante un contesto internazionale difficile, citando i record dell’occupazione, la forza dell’export e la crescita degli investimenti esteri.
Pur riconoscendo che restano molti problemi da affrontare, la premier ha invitato imprese e corpi intermedi a continuare a investire e a credere nelle potenzialità del Paese.
“Questo non è il tempo dei dubbi, non è il tempo delle incertezze, non è il tempo dell’attesa”, ha scandito nel finale. “Questo è il tempo dell’azione, ma la buona notizia è che il tempo dell’azione è anche il tempo dell’Italia”.
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