Cremoso, avvolgente e con quella punta amara che consola sempre. Chiunque penserebbe al cioccolato. E invece no. Quel gusto così familiare può nascere non solo dalla ben nota fava tropicale, ma anche da un frutto dimenticato che cresce sotto il sole del Mediterraneo. È questa l’idea, quasi provocatoria ma anche un po’ rivoluzionaria, che ha preso forma in Foreverland, una startup pugliese nata nel 2022 in provincia di Bari con l’obiettivo di proporre un cioccolato alternativo: senza cacao.
Il suo punto di partenza è stato riscoprire il carrubo, una pianta antica del bacino mediterraneo. Per anni relegato a memoria contadina, questo legume dai baccelli carnosi e allungati è tornato così protagonista come ingrediente chiave per tavolette, praline, bevande, creme spalmabili, farce e gocce per arricchire biscotti e torte. Oltre ad avere un gusto simile, questo frutto ha proprietà antidepressive (proprio come il cacao) e metaboliche. Insomma, tutt’altro che surrogato malinconico.
Nel suo impianto pugliese, Foreverland lavora questa materia prima locale attraverso un processo brevettato di fermentazione seguito da tostatura per ricreare note complesse e profonde come quelle del cacao. Il risultato finale promette la stessa scioglievolezza e ricchezza di gusto del cioccolato, ma utilizzando una frazione delle risorse. La produzione, che può arrivare a 500 tonnellate l’anno, richiede infatti meno risorse, con una riduzione del consumo d’acqua fino al 90% e delle emissioni di CO2 fino all’80% rispetto al cioccolato fondente tradizionale. Meno acqua, meno emissioni e anche meno dipendenza da filiere globali sempre più instabili.
Il suo nome, Foreverland (tradotto letteralmente “terra per sempre”), vuole richiamare proprio questo approccio, e cioè una terra che resiste, che continua a dare, riscoprendo un ingrediente dimenticato in una risorsa dal valore economico e culturale. In una visione del cibo come sistema sostenibile e radicato. Non quindi una rinuncia al sapore, ma una riscoperta di quello che si è sempre avuto sotto gli occhi e che si può imparare di nuovo a gustare, grazie all’innovazione. Anche perché in un’epoca in cui il cacao è sempre più esposto a crisi climatiche e volatilità dei prezzi, tornare a guardare al Mediterraneo può rappresentare anche una scelta pratica, prima ancora che ideale.
Questa miscela di innovazione e visione ha stuzzicato l’appetito degli investitori. Proprio di recente Foreverland ha chiuso un round di finanziamento da 6 milioni di euro, aprendo la strada a una crescita internazionale. D’altronde, la startup sostiene di essere oggi l’unica realtà a offrire un’alternativa biologica senza cacao su scala industriale. L’interesse però non è solo per il prodotto, ma per il modello, così come spiega a Moneta Marco Gaiani, founding partner del fondo Linfa, il fondo di venture capital gestito da Riello Investimenti Sgr che ha partecipato a questo secondo finanziamento: «Investire in questa startup significa scommettere su un modo diverso di pensare il cibo, meno dipendente da filiere globali instabili, più vicino al territorio, più trasparente verso il consumatore. Ci hanno convinto la solidità scientifica della tecnologia, la qualità organolettica del prodotto e una squadra che unisce competenza industriale e visione imprenditoriale. È esattamente il tipo di azienda che Linfa vuole accompagnare nella crescita: italiana per radici, internazionale per ambizione, sostenibile per scelta strutturale e non di marketing».
E così, mentre nel laboratorio di ricerca e sviluppo, sempre attivo all’interno dell’impianto, si sperimentano nuove formulazioni, l’obiettivo ora è portare questa alternativa oltre i confini italiani, con uno sguardo puntato su mercati europei, come Germania e Francia. Ridando fiato a una coltura dimenticata. Portando con sé il sole e il vento del Sud.
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