Nel mare magnum di Piazza Affari emerge una piccola quotata le cui potenzialità potrebbero essere ancora non del tutto “scoperte”. Il suo nome è Next Geosolutions ed è tra i gruppi leader a livello internazionale nel campo delle geoscienze marine e dei servizi di supporto alle costruzioni offshore, principalmente nel settore energetico delle rinnovabili. Secondo gli analisti, il vento resta favorevole a questa storia tutta italiana, tanto da sostenere raccomandazioni d’acquisto. Intanto in Borsa il titolo si prepara a un possibile cambio di rotta con il passaggio al mercato principale, un salto che potrebbe fare da trampolino per aumentare visibilità e scambi. È il momento giusto per salire a bordo?
Navigare tutta la filiera
Fondata nel 2014 e parte del gruppo Marnavi (armatore italiano che opera a livello globale nell’industria petrolifera e del gas offshore), NextGeo è riconosciuta come uno dei principali protagonisti nel segmento molto specifico ma sempre più strategico delle geoscienze marine e delle costruzioni in mare aperto. In pratica, è coinvolta in tutte le fasi di vita delle infrastrutture sottomarine: dall’ideazione e progettazione, all’installazione e manutenzione, fino alla dismissione. E questo le consente di inserirsi nelle catene di fornitura dei grandi player energetici. Il fatto che tra i clienti figurino nomi come Saipem, Terna, Prysmian ed Eni dà già una misura della credibilità industriale raggiunta.
In quanto parte del Marnavi, Next Geosolutions può contare sull’accesso all’intera flotta offshore del gruppo, in gran parte navi di supporto ad alta specializzazione, oltre che un ampio parco di attrezzature, in grado di offrire un portafoglio di servizi completo. Si va dalla consulenza specialistica alle indagini geofisiche, geotecniche, ambientali e archeologiche marine, fino ad attività più complesse come l’individuazione, la rimozione e la gestione di ordigni inesplosi, oltre al supporto diretto alle costruzioni.
I numeri prendono il largo
Il 2025 si è chiuso con numeri che hanno superato le attese. I ricavi sono cresciuti del 31,5% raggiungendo i 267,3 milioni di euro, sostenuti sia dall’espansione dei progetti sia dal contributo dell’acquisizione di Rana Subsea. Ancora più significativo è il livello di redditività: un Ebitda salito intorno ai 70 milioni e un utile netto vicino ai 50 milioni. La performance incoraggiante ha permesso al management di proporre la distribuzione di un dividendo di 0,12 euro per azione.
Il vero punto di forza, però, non è tanto il passato recente quanto il mercato in cui NextGeo si muove. Una parte rilevante dei ricavi (oltre il 40%) arriva dai cavi elettrici sottomarini ad alta tensione, che stanno diventando l’ossatura invisibile dei sistemi energetici moderni. In un contesto in cui torna con forza l’importanza della transizione energetica e della sicurezza degli approvvigionamenti, queste infrastrutture sono destinate a moltiplicarsi. Le stime parlano di un mercato da quasi 50 miliardi entro il 2036 nella sola area Emea (cioè Europa, Medio Oriente e Africa), con un tasso medio annuo di crescita del 28% nel prossimo decennio. A questo si aggiungono la ripresa attesa delle rinnovabili e un rinnovato dinamismo anche nell’oil & gas. Insomma, il vento rimane favorevole, con una domanda prevista solida in tutti i mercati finali e nessun impatto sull’attività derivante dai conflitti in Medio Oriente. «La capacità di cogliere la domanda in settori che vanno oltre quelli tradizionali, grazie alle sue navi e alle attrezzature ampiamente adatte a qualsiasi attività nel radar della società, sostiene le prospettive di crescita sostenibile del gruppo», sottolineano gli analisti di Intesa Sanpaolo.
In questo scenario, la strategia della società si sviluppa su diverse direttrici: consolidare la propria posizione rafforzandosi anche in mercati ad alto potenziale, come quello delle telecomunicazioni sottomarine e della protezione delle infrastrutture critiche, espandersi geograficamente e continuare a crescere anche per linee esterne.
Il titolo verso nuovi orizzonti
In Borsa il titolo ha guadagnato circa il 58% negli ultimi dodici mesi, un movimento che secondo diversi analisti, non esaurisce ancora il potenziale. Intesa Sanpaolo e Alantra hanno una raccomandazione di acquisto sul titolo (rating buy), e un prezzo obiettivo rispettivamente di 16,6 euro e di 15,5 euro, con un potenziale upside di circa il 35% rispetto all’attuale quotazione in area 12 euro. «Riteniamo che l’azienda offra un interessante mix di crescita, visibilità e redditività», commentano da Intesa Sanpaolo. Anche il recente inserimento nella EGM Watchlist di Websim Corporate (divisione di Intermonte) rafforza l’idea che si tratti di una realtà ancora poco esplorata e apprezzata dagli investitori.
Un possibile catalizzatore all’orizzonte è rappresentato dal passaggio al mercato principale Euronext Milan previsto quest’anno. Un salto che, di norma, porta con sé maggiore visibilità, più liquidità e interesse tra gli investitori. Ma ogni navigazione ha le sue incognite, tra esecuzione dei progetti, dipendenza da grandi commesse e un titolo che è già salito parecchio. D’altronde, si sa, il mare non è sempre calmo e senza onde.
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