L’Arabia Saudita torna a finanziarsi con la garanzia dello Stato italiano. Il Public investment fund (Pif), il fondo sovrano attraverso cui Riad gestisce oltre 900 miliardi di dollari di attività e finanzia la trasformazione dell’economia nazionale, ha ottenuto due linee di credito per 3 miliardi di dollari garantite da Sace, il gruppo assicurativo-finanziario controllato dal ministero dell’Economia e delle Finanze. L’operazione comprende un finanziamento da 1,78 miliardi di dollari e una seconda linea verde da 1,04 miliardi di euro, pari a circa 1,16 miliardi di dollari, destinata a sostenere investimenti con finalità ambientali. L’obiettivo è favorire l’acquisto di beni e servizi da fornitori italiani per i progetti sviluppati dal fondo saudita e dalle società che controlla. Il finanziamento arriva mentre Riad sta rivedendo alcuni degli investimenti più costosi del programma Vision 2030, il piano di diversificazione economica promosso dal principe ereditario Mohammed bin Salman per ridurre la dipendenza del Paese dalle entrate petrolifere.
Il meccanismo utilizzato è quello della Push strategy, il programma con cui Sace favorisce le esportazioni italiane attraverso garanzie sui finanziamenti concessi dalle banche a grandi acquirenti esteri. Gli istituti di credito mettono a disposizione le risorse, mentre Sace assume una parte del rischio di mancato rimborso. In cambio, i beneficiari vengono coinvolti in iniziative per individuare potenziali fornitori italiani e ampliare gli acquisti dal nostro Paese. La garanzia rende più agevole l’accesso al credito per le controparti straniere e può offrire condizioni di finanziamento più favorevoli. Per le imprese italiane, invece, aumenta la possibilità di partecipare alle grandi commesse internazionali.
Il fondo saudita mantiene un merito creditizio elevato: Moody’s gli assegna un rating Aa3 e Fitch un giudizio A+, entrambi con prospettive stabili.
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