Superato il tetto dei mille miliardi di dollari di capitalizzazione per Micron, grazie al boom di domanda di microchip di memoria da parte del settore dell’IA. Il titolo sale a 876 dollari, collezionando un +16,64%, dopo che Ubs ha quasi triplicato il target unitario per le azioni portandolo da 535 a 1.625 dollari. “Riteniamo che il mercato inizierà ad applicare un multiplo più ‘normale’ al titolo e che Micron continuerà a beneficiare di un rialzo delle valutazioni man mano che emergeranno ulteriori dettagli sui cambiamenti strutturali che l’IA ha indotto nell’ intero comparto delle memorie”, hanno scritto gli analisti della banca svizzera.
La storia
L’azienda è stata fondata negli Stati uniti alla fine degli anni Settanta, nel momento in cui la tecnologia e tutti i suoi collaterali, come appunto i semiconduttori, erano ancora in una fase pionieristica. Era il 1978 e nello stato americano dell’Idaho un gruppo di ingegneri mise insieme le proprie forze per fondare una realtà nuova con l’idea di entrare in un mercato che già allora era competitivo: quello delle Dram, chip di memoria fondamentali per far funzionare il computer. Solo due anni prima, il 1 aprile 1976 Steve Jobs e Steve Wozniak fondavano Apple e nel luglio di quell’anno iniziarono le vendite dell’Apple I.
La scommessa di Micron già dalla sua fondazione è stata quella di ridurre i costi di produzione e migliorare l’efficienza dei processi produttivi. L’azienda spiccò il volo negli anni Ottanta, quando la tecnologia cominciò a diffondersi sempre di più.
Oggi
Oggi siamo in un mercato in cui è esplosa la fame di potenza computazionale per far funzionare e per sviluppare le nuova intelligenze artificiali. In questo contesto, gli investitori stanno facendo razzia dei titoli legati a semiconduttori e componenti per l’intelligenza artificiale, in un mercato dominato da Nvidia. Qualche settimana fa Micron ha superato una valutazione di mercato di 700 miliardi, facendo così il suo ingresso nell’Olimpo delle aziende tecnologiche di maggior valore.
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