“Il risparmio è una virtù privata, ma solo l’investimento lo trasforma in valore pubblico. La crescita dipende da questo meccanismo”. Così Giancarlo Giorgetti, ministro dell’economia e delle Finanze, ha esordito nella plenaria del Salone del Risparmio 2026, che apre ufficialmente l’evento italiano più importante dell’industria del risparmio gestito, ideato da Assogestioni, al via oggi fino al 7 maggio a Milano. Condizione necessaria per favorire e stimolare questo passaggio virtuoso, ha suggerito il ministro, è “rafforzare i veicoli domestici”, ma non solo. É necessaria la qualità della finanza pubblica. “La stabilità finanziaria è un presupposto imprescindibile. – ha ricordato Giorgetti – Il perno fondamentale per la tutela del risparmio e per lo sviluppo produttivo del paese”. E ha citato un dato: Il rapporto tra capitalizzazione di Borsa e Pil nazionale in Italia è al 48%, sotto la media europea, che si aggira intorno al 70%.
Le tre leve operative per movimentare il risparmio degli italiani
Un mercato dei capitali meno sviluppato è conseguenza dell’immobilismo del risparmio. Ad oggi il 30% della ricchezza dei cittadini europei non è investita, ovvero ferma sui conti correnti o impiegata nel breve termine, ha ricordato Maria Luisa Gota, presidente di Assogestioni. Lo dimostra anche l’industria stessa del risparmio gestito, che registra anno dopo anno una contrazione del margine operativo, mentre i ricavi sono sotto pressione per effetto della competizione, dei costi che crescono per effetto dell’inflazione e degli investimenti tecnologici. “Bisogna quindi evolvere – ha esortato Gota – e guadagnare efficienza, masse e dimensioni”.
Come fare? Gota ha indicato tre principali leve operative:
1. La produttività del settore, che si traduce in tecnologia e offerta. “Una digitalizzazione dei processi, infrastrutture operative sicure e un utilizzo dell’IA per rafforzare l’analisi, rendere più efficienti i controlli, personalizzare il servizio”, ha indicato la presidente di Assogestioni.
2. Lo sviluppo della previdenza complementare. La riforma varata in Manovra dovrebbe portare a un numero stimato di circa nuovi 100mila iscritti ogni anno che si aggiungono agli 800mila già registrati. “Ma pensiamo sia una stima prudente”, avverte Gota, rilanciando l’idea di adottare una iniziatove simile a quella della Germania, ovvero di aprire una posizione per i bambini con un contributo pubblico.
3. Il conto semplificato per gli investimenti a vantaggio dell’economia reale dell’Italia e dell’Europa. “Per essere efficaci questi strumenti devono essere dei contenitori fiscali, beneficiare di sgravi, avere una vocazione azionaria e con respiro europeo”, ha illustrato Gota, ribadendo l’impegno di Assogestioni al dialogo con tutte le parti per realizzare questa proposta.
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