L’accesso all’informazione finanziaria non è mai stato così semplice, eppure l’abbondanza di strumenti non si traduce in una maggiore capacità di decidere. A rivelarlo la ricerca realizzata da Maize per Medvida partners, gruppo assicurativo spagnolo specializzato in soluzione di risparmio e investimento.
Difficoltà emotive
Dalla ricerca, realizzata su un campione di 432 italiani, in maggioranza con istruzione universitaria, emerge che fonti come media tradizionali, social media e ricerche supportate dall’intelligenza artificiale sono usate con frequenza simile sia da chi ha una strategia di investimento attiva, il 40,53% del totale, sia dai chi invece non è attivo. L’esposizione all’informazione, quindi, non è un fattore discriminante per le decisioni d’investimento.
La difficoltà decisionale ha anche una dimensione emotiva: oltre il 50% dei rispondenti associa all’idea di investire emozioni come ansia o confusione. In questo contesto, il non agire è una risposta strutturata di autoprotezione.
Canali fiduciari
A fare la differenza, nell’orientare le scelte d’investimento, è un canale fiduciario, capace di trasformare le informazioni in decisioni. Quasi una persona su due indica infatti come vero fattore di sblocco “una persona di fiducia che spieghi”. Il dato è ancora più significativo tra gli under 30: anche nella fascia più digitalizzata, il 47% chiede una relazione umana per prendere decisioni.
In dettaglio, il 73% dei rispondenti dichiara di parlare di risparmio solo in famiglia o con amici stretti. Il 67% di chi ha una strategia di investimento attiva si affida a un consulente finanziario o alla banca. Il consulente non appare quindi come un canale informativo aggiuntivo, ma come figura di fiducia che consente di superare l’inerzia.
La domanda inespressa
La principale domanda inespressa del mercato finanziario italiano non riguarda quindi nuove piattaforme o nuovi algoritmi, ma un’infrastruttura di fiducia scalabile. Nell’era dell’intelligenza artificiale applicata alla finanza, il nodo centrale resta lo stesso: la tecnologia può supportare la scelta, ma non può sostituire il processo decisionale umano. E, soprattutto, non può sostituire la fiducia
“Il più grande mercato non sufficientemente servito dalle istituzioni finanziarie in Italia non è un segmento demografico, ma un bisogno relazionale. L’Italia ha bisogno di un’infrastruttura fiduciaria scalabile: modelli e figure capaci di trasformare il risparmio paralizzato in decisioni consapevoli.” Ha dichiarato Anna Milesi, Country Manager di Medvida Partners per l’Italia. “In questo contesto, il ruolo del consulente finanziario è sempre più centrale nelle decisioni d’investimento delle famiglie: non è solo un professionista in grado di suggerire le soluzioni più adeguate, ma è una persona di fiducia che sa guidare i clienti in un percorso di pianificazione di lungo periodo, che tiene conto dell’evolvere delle loro esigenze nel tempo e della necessità di gestire anche un passaggio generazionale, oggi ancora spesso non correttamente programmato.”
Il Salone del risparmio
Lo studio completo sarà presentato in occasione del Salone del Risparmio 2026 durante la conferenza sul tema “Come decide chi risparmia. Valori, canali e comportamenti in un’epoca di informazione continua”, nel corso della quale interverranno Anna Milesi, Sergio Franchi, Presidente e Amministratore Delegato di Portfolio, Roberto Zanin, Presidente di Multilife e Giulia Pozzobon, Senior Director di Maize, moderati da Pasquale Imbimbo, Partner e Insurance Market Leader di Jakala.
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