Vale più di una manovra finanziaria locale, muove più visitatori di molte grandi fiere e promette di lasciare un’eredità economica che potrebbe durare anni. Per Napoli l’America’s Cup 2027 non rappresenta solo il più prestigioso evento velico del mondo, ma una gigantesca operazione di rilancio. Dietro le sfide tra Luna Rossa e i team internazionali c’è una partita da oltre un miliardo. Secondo il rapporto realizzato dall’ufficio statistico del ministero del Turismo con la Luiss Business School, l’impatto di breve periodo della manifestazione è stimato in circa 690 milioni, mentre il valore complessivo nel lungo periodo potrebbe superare quota di 1,2 miliardi. L’obiettivo è trasformare Napoli in una vetrina globale, sfruttando l’effetto mediatico di una competizione che raggiunge centinaia di milioni di spettatori.
La voce più consistente riguarda il turismo. Gli analisti prevedono tra 1,5 e 1,7 milioni di visitatori complessivi, con una componente compresa tra 400 mila e 500 mila turisti che arriveranno per seguire le regate. La spesa in alberghi, ristoranti, trasporti e servizi viene stimata in circa 370 milioni. L’effetto, tuttavia, non si esaurisce durante le settimane della competizione. È proprio il “dividendo reputazionale” a rappresentare la componente più interessante. La visibilità internazionale dell’evento può incrementare tra il 5 e il 10% i flussi turistici successivi, generando tra 200 e 400 milioni di euro aggiuntivi nel biennio seguente.
Anche la macchina organizzativa ha un peso rilevante. Il costo dell’evento viene stimato in circa 100 milioni, con il 70% delle risorse destinate a soggetti economici del territorio. A ciò si aggiunge la presenza dei team velici internazionali: otto squadre, oltre 1.000 tra velisti, tecnici e personale operativo che risiederanno a Napoli generando consumi e domanda di servizi ad alto valore aggiunto. La ricaduta occupazionale rappresenta un altro elemento centrale. Le stime del ministero parlano di circa 11 mila posti tra attività dirette, indotto e servizi.
La sfida, però, non riguarda soltanto Napoli. L’America’s Cup viene considerata dal governo come un acceleratore per l’intero sistema Paese. La filiera italiana della nautica vale già oltre 8 miliardi di euro di fatturato e rappresenta una delle eccellenze manifatturiere nazionali. L’arrivo della competizione potrebbe rafforzare il posizionamento dell’Italia nei segmenti ad alta tecnologia legati alla cantieristica, ai materiali avanzati, alla progettazione navale e all’innovazione sportiva. È anche per questo che il rapporto Luiss applica il modello Sroi, il Social Return on Investment, per valutare il ritorno complessivo dell’investimento pubblico e privato. Il risultato: ogni euro investito nell’evento può generare 2,76 euro di valore nel breve periodo e fino a 4,8 nel lungo termine.
C’è poi un altro elemento spesso sottovalutato: la competizione rappresenta una piattaforma industriale e tecnologica che coinvolge le eccellenze italiane, dalla moda alla manifattura avanzata. Napoli 2027 sarà infatti anche la vetrina globale di un ecosistema che ruota attorno a Prada, Pirelli e Luna Rossa, tre marchi che hanno trasformato una sfida sportiva in un laboratorio di innovazione e branding internazionale. Luna Rossa non è più solo un team velico. Il progetto creato da Patrizio Bertelli è diventato una piattaforma industriale composta da ingegneri, progettisti, designer, tecnici aerodinamici, specialisti dei materiali compositi e professionisti della gestione dati. Attorno alla squadra lavorano stabilmente oltre 150 persone.
Anche Pirelli vede nell’America’s Cup una piattaforma di ricerca e posizionamento globale. Il gruppo di cui è vicepresidente esecutivo Marco Tronchetti Provera ha rinnovato la partnership con Luna Rossa per la campagna che porterà a Napoli 2027, confermando il ruolo di sponsor e partner tecnologico. La collaborazione, iniziata nel 2018, si concentra sulla simulazione digitale, sull’analisi dei dati, sullo sviluppo di materiali, sullo studio di flussi aerodinamici e sui processi di modellazione. In questo senso la Coppa America assomiglia sempre di più alla Formula 1 del mare.
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