La maturità ai tempi dell’intelligenza artificiale: cosa si aspettano per il futuro i giovani che si apprestano ad affrontare l’esame? A rivelarlo ci pensa l’indagine sulla maturità 2026 di Studenti, il media brand di Mondadori Digital leader in Italia nell’educational digitale, con il supporto dell’Istituto di ricerca Sylla. Dallo studio emerge che i giovani credono nel valore dello studio ma nella scelta dell’università valutano sempre più competenze spendibili e ritorno dell’investimento.
Vacilla il mito della laurea
Oggi solo il 28,8% degli studenti considera la laurea il percorso più solido per costruire il proprio futuro professionale, mentre il 60,3% ritiene che il valore dell’università dipenda dalla facoltà scelta: alcune rappresentano ancora un investimento vincente, altre vengono considerate percorsi poco spendibili nel mondo del lavoro.
Una minoranza dei maturandi guarda già ad alternative come Its e percorsi professionalizzanti (5,5%), all’ingresso immediato nel mondo del lavoro (4,1%) o all’imprenditorialità (1,4%).
Competenze obsolete
La principale preoccupazione dei maturandi riguarda l’impatto che le nuove tecnologie avranno sul valore delle competenze nel medio e lungo termine, come dimostra la community WhatsApp di Studenti: 8 ragazzi su 10 sono almeno in parte preoccupati dal fenomeno del deskilling, ovvero dal rischio che l’automazione e l’IA rendano obsolete competenze oggi considerate centrali.
Dietro questa preoccupazione emerge una forma di Fobo (Fear Of Becoming Obsolete): il timore che competenze e percorsi formativi possano perdere valore più rapidamente rispetto al passato.
Logiche di mercato
“I dati restituiscono una generazione che ha interiorizzato la logica del mercato molto prima di averlo mai davvero incontrato. Non è cinismo: è una risposta adattiva a un contesto in cui l’incertezza è strutturale. La sfida per il sistema formativo è produrre non solo competenze tecniche, ma capacità di orientarsi nel cambiamento”, commenta Alfonso Brunetti, direttore di ricerca di Sylla.
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