Scontro fra Christine Lagarde e Scott Bessent, segretario del Tesoro americano, durante una riunione in videoconferenza del G7. Secondo quanto ha rivelato Bloomberg, Bessent avrebbe minimizzato i danni provocati dalla guerra in Iran, sostenendo che le interruzioni delle forniture di gas e petrolio e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz saranno temporanee.
Parole a cui il presidente della Bce avrebbe reagito con durezza, puntualizzando che gli effetti si faranno sentire a lungo visto il livello di distruzione già raggiunto.
Stime in calo
L’Europa sta già iniziando a sentire i primi effetti del conflitto: a marzo l’inflazione nell’area euro è aumentata nel modo più marcato dal 2022. Le previsioni di crescita sono state riviste al ribasso e in molti temono che arrivi una vera e propria recessione.
Nello scenario più grave disegnato dalla Bce — basato su forti interruzioni dell’approvvigionamento energetico fino alla fine dell’anno e su un’ulteriore distruzione di infrastrutture — l’inflazione raggiungerebbe un picco del 6,3%.
“Stiamo affrontando un vero shock — probabilmente oltre ciò che possiamo immaginare al momento”, ha dichiarato la Lagarde in un’intervista all’Economist. Per quanto riguarda l’estrazione, la raffinazione e la distribuzione del petrolio, “troppo è già stato danneggiato e non c’è modo che possa essere ripristinato nel giro di pochi mesi”.
Il precedente
Questo non è il primo scontro della Lagarde con gli Usa: a gennaio, la presidente della Bce ha lasciato una cena al World Economic Forum per colpa di un discorso del segretario al Commercio degli Stati Uniti Howard Lutnick giudicato eccessivamente anti Europa.
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