La paura di perdere il lavoro rischia di frenare gli italiani nel percorso di accensione di un mutuo: secondo una ricerca condotta da Intoo, il 37% teme un licenziamento entro un anno e quasi una persona su due ha rinunciato o rinviato la richiesta di un finanziamento per il timore di non riuscire a sostenere le rate in caso di difficoltà economiche. Cresce quindi l’interesse verso le polizze pensate per proteggere il mutuo dagli imprevisti più gravi, dalla perdita dell’impiego fino al decesso dell’intestatario.
Coperture da abbinare
Quando si sottoscrive un mutuo, infatti, è possibile abbinare diverse coperture assicurative. L’unica obbligatoria per legge è la polizza incendio e scoppio, richiesta dalla banca per tutelare l’immobile dato in garanzia. Accanto alla copertura obbligatoria, però, esistono anche diverse polizze facoltative pensate per proteggere il mutuatario da eventi che potrebbero compromettere il pagamento delle rate. Tra le coperture non obbligatorie, rientrano le cosiddette polizze Cpi, acronimo di Credit Protection Insurance, prodotti assicurativi studiati per garantire il rimborso del finanziamento in presenza di eventi che potrebbero compromettere la capacità di pagamento del mutuatario, tra cui perdita del lavoro, malattia, infortunio o morte.
Possibili sconti
Pur essendo facoltative, queste coperture vengono proposte sempre più spesso insieme ai mutui, anche perché alcuni istituti di credito riconoscono condizioni migliori o piccoli sconti sul tasso a chi decide di sottoscriverle. È importante ricordare, però, che il cliente non è obbligato ad acquistare la polizza proposta dalla banca e può scegliere liberamente una compagnia esterna.
All’interno delle Cpi esistono diverse tipologie di copertura. Tra le più diffuse ci sono le polizze vita Tcm, cioè “temporanee caso morte”, e quelle legate alla perdita dell’impiego. Le prime intervengono in caso di decesso dell’assicurato durante la validità del contratto, versando un capitale al beneficiario. Se si opta per una polizza “a capitale decrescente”, cioè con una copertura che diminuisce nel tempo seguendo la riduzione del debito verso la banca, l’importo erogato in caso di sinistro sarà pari al debito residuo. Alcune formule consentono però di mantenere invariato il capitale rimborsato, a fronte di premi generalmente più elevati. Esistono inoltre soluzioni che ampliano la copertura anche all’invalidità totale o permanente.
Precari e partite iva
Le polizze contro la perdita del lavoro rappresentano invece una forma di tutela direttamente collegata alla sostenibilità delle rate mensili. Si tratta di prodotti che intervengono quando il mutuatario perde contro la sua volontà il posto di lavoro e non riesce temporaneamente a far fronte ai pagamenti del mutuo. In questi casi, la compagnia assicurativa può coprire integralmente o parzialmente le rate dovute alla banca per un periodo di tempo stabilito dal contratto. Generalmente la copertura riguarda fino a 12 mesi di rate per singolo sinistro, con un limite massimo complessivo che spesso varia tra 24 e 36 mensilità nell’intera durata della polizza.

L’obiettivo è offrire una protezione temporanea, dando al cliente il tempo necessario per trovare una nuova occupazione e recuperare la propria capacità reddituale. Non tutte le situazioni, però, sono coperte. Le garanzie sono di solito riservate ai lavoratori dipendenti del settore privato con contratto a tempo indeterminato e prevedono requisiti minimi, ad esempio un certo periodo di anzianità lavorativa presso lo stesso datore di lavoro.
Restano invece esclusi, nella maggior parte dei casi, eventi quali le dimissioni volontarie, il licenziamento per giusta causa o la scadenza di un contratto a termine.
Anche i lavoratori autonomi seguono logiche differenti: per loro le compagnie propongono più spesso coperture legate all’inabilità temporanea o alle gravi malattie piuttosto che alla perdita dell’impiego.
Limiti e costi
Restano da valutare con attenzione i periodi di carenza e le franchigie. Molte polizze, infatti, non diventano operative immediatamente: può essere previsto un intervallo iniziale di alcuni mesi durante il quale la garanzia non è attiva. Allo stesso modo, alcune coperture iniziano a rimborsare le rate soltanto dopo un determinato periodo di disoccupazione, lasciando le prime settimane a carico del cliente.
Altro elemento da considerare è il costo. I premi possono cambiare sensibilmente in base all’età dell’assicurato, alla durata del mutuo, all’importo finanziato, alle garanzie incluse e alle condizioni previste.
Le simulazioni
Secondo le simulazioni realizzate da Facile.it, su un mutuo da 200 mila euro per l’acquisto di un immobile da 290 mila euro, da rimborsare in 30 anni, una polizza vita Tcm a capitale decrescente può costare intorno ai 60 euro al mese, mentre una copertura contro la perdita dell’impiego può superare i 50 euro mensili.
In alternativa al pagamento rateale, alcune soluzioni prevedono un premio unico anticipato che può essere finanziato direttamente all’interno del mutuo, aumentando così l’importo complessivo su cui maturano gli interessi. Proprio per questo, prima di sottoscrivere una Cpi è fondamentale leggere con attenzione condizioni, esclusioni, massimali e limiti di copertura. Non sempre il prodotto meno costoso è quello più adatto alle proprie esigenze e capire quali eventi siano coperti può fare la differenza tra una tutela efficace e una protezione solo apparente.
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