Tornei, sponsorizzazioni, diritti televisivi (proprio oggi inizia Wimbledon con il ritorno di Sinner), una base di fan e praticanti in crescita. Il tennis è un affare sempre più ricco, tanto da essere entrato stabilmente nel mirino della grande finanza proprio come calcio, basket e Formula Uno. Basta guardare i numeri: tennis, padel e pickleball (che mixa elementi di tennis, badminton e ping pong) hanno registrato una crescita complessiva del 55% dei giocatori dal 2020 a oggi, diventando le discipline con l’incremento più rapido a livello globale, come rivela il rapporto The Racket Sports Race della società di consulenza Caa Portas.
Boom di giocatori per il tennis
Per il tennis, in particolare, si parla di 106 milioni di giocatori nel mondo (+26% rispetto al 2020) e di una aumento del 21% del numero di campi, per un mercato globale da 48 miliardi di dollari. Entro il 2035 il numero di giocatori salirà a 130 milioni ma – a fronte di un giro d’affari che corre trainato da campioni come Jannik Sinner – il tennis monetizza ancora poco rispetto ad altri sport: secondo il Global Media Report di SportBusiness, si ferma appena all’1,7% del totale dei diritti sportivi globali.
montepremi record
Il comparto però inizia ad attirare sempre più l’attenzione di finanza e fondi di investimento, cosa che potrebbe velocemente far cambiare panorama e prospettive. L’ultimo accordo in questo senso è stato annunciato proprio mentre a Parigi si disputava il Roland Garros con il montepremi più alto di sempre: 61,7 milioni di euro, quasi il 10% in più rispetto all’edizione precedente.
L’accordo con Eqt
Eqt Ab, colosso di investimento e private equity con sede a Stoccolma, ha firmato una partnership fino al 2030 con l’Atp, diventando il suo primo partner ufficiale del settore private markets. La sponsorizzazione si articolerà su 15 tornei in 12 mercati ed è solo l’ultimo segnale dell’attenzione sempre più alta della finanza verso il tennis.
Il caso Cvc Capital Partners
Nel 2023, il fondo Cvc Capital Partners ha comprato per 150 milioni di dollari il 20% della Wta, la Women’s Tennis Association che gestisce il circuito femminile (mentre l’Atp si occupa di quello maschile). Cvc da tempo è impegnata nel comparto sportivo: per fare alcuni esempi, la società detiene partecipazioni in diverse competizione di rugby, fra cui il Sei Nazioni, e controlla quote nei gruppi che gestiscono i diritti commerciali della Liga spagnola e della Ligue 1 francese. Inoltre, ha interessi anche nell’equitazione e nel beach volley. Dal 2006 al 2016 è stata azionista di maggioranza della Formula 1, ceduta poi a Liberty media per 8 miliardi di dollari con una maxi plusvalenza.
Miami e Madrid
Cvc ha anche cercato di acquistare i tornei Atp Masters 1000 e Wta 1000 di Madrid e Miami, ma lo scorso ottobre è stata battuta da Tko (che controlla la World Wide Wrestling Federation e la Ultimate Fighting Championship) che, grazie a un’offerta da 2 miliardi di dollari, si è aggiudicata le competizioni e ha lanciato Mari, una nuova società dedicata agli eventi dal vivo. Mari ha in portafoglio pure il Mubadala Abu Dhabi Open, il Mubadala Citi DC Open di Washington, l’Sp Open, diversi altri eventi Atp (tra cui i tornei di Chengdu, Hong Kong, Tokyo e Rio de Janeiro), il Giorgio Armani Tennis Classic e il Mgm Macau Tennis Masters. Dietro l’operazione, una cordata di investitori di primo piano nel panorama finanziario internazionale come Apollo Sports Capital (che a marzo è diventato azionista di maggioranza dell’Atlético Madrid), Qatar Investment Authority e RedBird Capital Partners di Gerry Cardinale, il fondo di investimento che possiede il Milan dall’agosto 2022.
L’Arabia Saudita
C’è poi la partnership pluriennale fra Atp e Wta e Pif, il fondo sovrano dell’Arabia Saudita, con tanto di cambio di nome delle classifiche ufficiali, lanciata nel 2024. Un primo passo a cui l’anno scorso è seguito un balzo in avanti con il lancio, per la prima volta dalla creazione della categoria, di un nuovo Masters 1000 che si giocherà dal 2028 in Arabia Saudita. Il torneo entrerà nella compagine societaria di Atp Media, la divisione globale dedicata ai diritti televisivi, affiancandosi agli altri Masters 1000 come azionista. D’altra parte, Riyad punta molto sul tennis, tanto da aver lanciato il progetto Tennis For All per raggiungere 1 milione di praticanti entro il 2030.
Nodo frammentazione
Se l’ascesa del tennis sembra inarrestabile non bisogna però dimenticare che la sua crescita e la sua capacità di investimento sono stati rallentati da alcuni nodi critici, fra cui spicca soprattutto la frammentazione tra Atp, Wta, Itf (Federazione Internazionale Tennis) e i quattro tornei del Grande Slam. Non è un caso che sia Cvc sia (secondo indiscrezioni) Pif nel passato abbiano fatto offerte per arrivare a un’unificazione fra le diverse organizzazioni: la rivoluzione del tennis potrebbe essere appena iniziata.
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