E se Automobili Lamborghini finisse nelle mani di un colosso cinese? E se la stessa sorte toccasse a Ducati Motor Holding? Nei giorni scorsi il Financial Times ha riportato l’indiscrezione secondo cui il gruppo Volkswagen, messo alle strette dalla difficile situazione nella quale si dibatte, potrebbe cedere uno o entrambi i gioielli italiani che fanno parte della nutrita galassia di marchi. Sul tavolo ci sarebbe anche la possibilità della quotazione, ipotesi che spunta con cadenza periodica per Lamborghini. A questo punto, c’è da scommettere, sia il Toro di Sant’Agata Bolognese sia l’icona del motociclismo mondiale di Borgo Panigale, sono già entrati nel mirino dei colossi del Dragone o di qualche fondo da mille e una notte.
L’ipotesi è realistica visto il momento di estrema difficoltà e incertezza del settore automotive europeo sempre più sotto scacco da parte dei colossi cinesi. Ha ragione Raffaele Fusilli, ex ad di Renault Italia, quando, in una delle sue attente analisi su Linkedin, sostiene che «il gruppo Volkswagen è solo il primo a dichiarare ad alta voce ciò che l’intera industria europea sussurra a porte a chiuse: il futuro non si costruisce più in questo Continente».
I gioielli della Motor Valley
Mettere sul mercato marchi nobili come Automobili Lamborghini, acquisito da Audi (Volkswagen) nel 1998, e (o) Ducati, azienda passata sempre ai Quattro anelli nel 2012, sarebbe l’ultima delle opzioni obbligate da parte tedesca, dopo il taglio previsto di 100mila lavoratori, dagli iniziali 50mila su un totale di 657mila, e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania entro il 2030.
Sotto il controllo di Volkswagen, Lamborghini e Ducati hanno comunque mantenuto le rispettive produzioni in Italia, a Sant’Agata Bolognese e a Borgo Panigale. C’è da chiedersi, a questo punto, se le eventuali nuove proprietà, si comporteranno allo stesso modo nei confronti dei due gioielli della Motor Valley. Ecco perché è importante, alla luce dell’indiscrezione del Financial Times, che il governo italiano faccia subito chiarezza con i vertici del gruppo Volkswagen sulle reali intenzioni verso i due marchi. Anche l’ecosistema della Motor Valley emiliano romagnola guarda con attenzione alle mosse di Wolfsburg e agli annunci, tra conferme e possibili retromarce o smentite, che il quartier generale tedesco si appresta a fare. Cinesi ed eventuali altri pretendenti sono intanto alla finestra, ma con le rispettive offerte miliardarie di sicuro già pronte. Dalla loro parte gioca l’urgenza che il ceo di Volkswagen, Oliver Blume, ha di provare a dare un futuro al gruppo. Una cosa sembra ormai certa: da qui a qualche anno lo scenario automotive europeo sarà radicalmente cambiato.
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