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Bandi pubblici, meno burocrazia e più gare vinte con la spinta IA

La startup Cato riduce tempi e costi della partecipazione In un anno già 100 pmi clienti
Matteo Bossolini, Cto e co founder Cato; Riccardo Sabatti founder Avvista.ai, Andrea Zorzetto, ceo e co founder Cato

Ogni gara d’appalto pubblica richiede la lettura di capitolati che possono superare le 200 pagine, la compilazione manuale di documentazione complessa e la costruzione di un’offerta tecnica competitiva in tempi spesso molto stretti. Secondo le stime di settore, preparare una singola gara complessa può costare tra 2.000 e 12.000 euro in termini di ore/persona. Un costo spesso insostenibile per gran parte delle piccole e medie imprese. Il contesto è quello di un mercato da 309 miliardi di euro, cresciuto del +13,9% nel 2025 (dati della Relazione Annuale ANAC), in cui il 60% delle Pmi fatica ancora a partecipare alle gare pubbliche in modo competitivo.

Una sponda per alleviare tale costo può arrivare dall’intelligenza artificiale. Da questo presupposto è nata un anno fa la startup Cato, pensata proprio per supportare principalmente le Pmi, ma anche grandi imprese, a cogliere le opportunità delle gare pubbliche accelerando e semplificando il processo di partecipazione. Cato, che in un mese ha chiuso un round pre-seed da 1,6 milioni di euro guidato da Italian Founder Fund (IFF), recentemente ha integrato la tecnologia di Avvista.ai, neonata startup fondata da Riccardo Sabatti che propone una soluzione self-service pensata specificatamente per le aziende con volumi di gare contenuti e senza un ufficio interno dedicato, la cui richiesta di supporto è in chiara e costante crescita. L’integrazione tra le due realtà consente adesso a Cato – che un anno di attività ha superato i 100 clienti – di coprire l’intero spettro della domanda, dalle Pmi che si affacciano per la prima volta al mondo degli appalti pubblici alle realtà più strutturate che gestiscono gare complesse. Inoltre la piattaforma permette di consultare anche opportunità che non si erano prese in considerazione: grazie al matching tra capitolato e cataloghi prodotti è possibile concorrere a lotti che non si stavano considerando, aumentando così le possibilità di accedere a ricavi aggiuntivi. «Le gare pubbliche si perdono anche perché non si riesce a gestirle in modo efficace – rimarca Andrea Zorzetto, ceo e co-founder di Cato – Dietro ogni bando c’è un team di persone capaci che troppo spesso finisce per passare le giornate a sfogliare Pdf e compilare moduli, invece di ragionare su come costruire l’offerta migliore e vincere la competizione. Cato nasce per sollevare le persone – e con loro le imprese italiane – da tutto ciò che può essere automatizzato».