Mentre il tricolore continua tristemente a latitare dai mondiali di calcio, possiamo in parte consolarci con il mercato internazionale dell’arte che in questo primo semestre 2026 continua a vedere gli artisti italiani ancora ben posizionati. Parliamo dei maggiori nomi del Dopoguerra che, nelle “italian sales” dei colossi Sotheby’s, Christie’s e Dorotheum continuano a riscuotere appeal. Grandi conferme, belle sorprese ma anche alcune delusioni hanno caratterizzato questi ultimi mesi che restituiscono un’immagine forse meno euforica rispetto agli anni del boom post-pandemia, ma più solida. L’opinione diffusa è che il mercato dell’arte italiana abbia ritrovato un equilibrio, con i collezionisti che continuano a spendere, ma con maggiore selettività. Convivono aggiudicazioni da record, sorprendenti rivalutazioni e qualche conferma delle difficoltà che interessano alcuni protagonisti storici del secondo dopoguerra (continuano a latitare, ahimè, i contemporanei…).
Il record di Dorazio
Spicca il nuovo record dell’astrattista romano Piero Dorazio: il 12 giugno da Ketterer Kunst a Monaco, la monumentale tela Tic-Tac Rosso (Biennale del 1960) è stata aggiudicata per 2,6 milioni di euro, quasi quadruplicando il precedente primato dell’artista. Benissimo anche Giorgio Morandi, protagonista della vendita Modern & Contemporary Art di Sotheby’s Milano del 27 maggio, dove una Natura morta del 1959 ha raggiunto 1,6 milioni di euro, mentre una seconda Natura morta del 1924 è stata aggiudicata a 1,024 milioni. Il 30 maggio, Farsetti Arte a Prato aveva registrato un altro eccellente risultato con una Natura morta degli anni Venti venduta a 1,7 milioni.
Il ritorno di Lucio Fontana
Il gran ritorno di Lucio Fontana è uno dei segnali più significativi, non solo per il top lot, quanto per l’ampiezza della domanda. Da Sotheby’s Milano il Concetto spaziale, Attese (1965-66) è stato aggiudicato per 1,8 milioni, oltre la stima massima. Ancora più interessante, però (e questa è la sorpresa) è l’attenzione per i lavori di formato ridotto: un Concetto spaziale, Attesa su fondo blu di appena 22,4X16,5 centimetri ha raggiunto 512.000 euro, più del doppio della stima minima. Un segnale che indica come li collezionisti stiano tornando a interessare l’intera produzione dell’artista.
La sorpresa Carla Accardi
Tra le sorprese più significative figura anche l’astrattista romana Carla Accardi, che il 20 maggio da Dorotheum a Vienna ha stabilito il nuovo record personale con Fonda notte – Pieno giorno (1986), paravento bifacciale aggiudicato per 520.000 euro. Un risultato inatteso per un’opera appartenente alla produzione più tarda. Alla stessa asta primaverile di Sotheby’s Milano, un suo Arancio (1979) è stato venduto a 128.000 euro, superando le stime iniziali. Non perde colpi Mario Schifano: da Sotheby’s Milano, l’opera Botticelli 2 è stata aggiudicata per 562.800 euro, quasi il doppio della stima minima, confermando il consolidamento delle opere storiche dopo gli eccessi del 2022. Più curioso il caso di Spazio (1965-66), acquistato per appena 38.000 euro: un prezzo che molti operatori giudicano un’opportunità per una fase sperimentale dell’artista ancora sottovalutata.
Salvo e Mimmo Rotella
Tra le riscoperte si confermano Salvo e Mimmo Rotella. Da Sotheby’s Milano, il dipinto Una sera della collezione di Giancarlo Politi (1988) ha raggiunto 192.000 euro, oltre il doppio della stima massima, mentre il décollage Exotic (1961) è stato aggiudicato a 166.400 euro.
Le delusioni
Non sono mancate, tuttavia, le delusioni. Lo spazialista Enrico Castellani, ad esempio, continua a soffrire: la Superficie bianca del 1972, proposta da Sotheby’s Milano, si è fermata a 192.000 euro, lontanissima dai livelli superiori ai 700.000 euro raggiunti da opere analoghe una decina d’anni fa. Ancora più emblematico il caso di Piero Dorazio: se il record di Monaco dimostra l’appeal dei capolavori, Eastern Spleen (1958), presentato da Sotheby’s Milano, è stato aggiudicato per appena 128.000 euro, meno della metà dei 285.000 euro pagati per la stessa opera nel 2018. La distanza tra i capolavori e le opere di qualità intermedia non è mai stata così evidente. Molta prudenza anche nei confronti di Alberto Burri e Piero Manzoni. Solo le opere eccezionali sembrano in grado di riaccendere la competizione. Lo ha dimostrato, lo scorso aprile, anche l’asta Christie’s di Parigi Thinking italian che ha totalizzato 4,58 milioni con il 100% del venduto: top lot una scultura di Jannis Kounellis (762.000) e una Piazza d’Italia di Giorgio de Chirico (698.000).
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