“Non siamo stati fenomeni, ma la barca è rimasta a galla, e vi posso assicurare che l’Italia è molto più rispettata all’estero che in patria”. Con questa frase il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha cesellato il suo intervento al Forum di Cernobbio, durante il quale sono stati toccati la maggior parte dei temi più rilevanti per l’economia nazionale. Dalla procedura d’infrazione alla crescita del Pil, fino all’intelligenza artificiale.
“L’economia italiana si è dimostrata relativamente resiliente: avevamo fatto valutazioni prudenti sulla crescita, tenendo conto sia della guerra dei dazi sia della crisi in Medio Oriente”, ha detto il ministro. Sul Pil ha aggiunto: “Siamo vicini a una crescita dell’1% nel 2026”.
In vista della scadenza del 22 settembre sulla procedura d’infrazione Ue “vedremo se avremo un millesimale in più o in meno rispetto a questo benedetto 3%. Prendo atto delle regole, sono quelle e dobbiamo accettarle. Se saremo sopra resteremo in procedura, se saremo sotto ne usciremo”.
Il tema dell’energia è il filo conduttore dell’ultimo giorno di lavori del Forum a Villa d’Este.
“Io ricordo sempre di constatare l’oggettività: l’Italia paga le due guerre a cui assistiamo, quella del Medio Oriente e quella in Ucraina” ha spiegato
L’Italia le paga due volte, ed è evidente il perché. Noi ci approvvigionavamo di gas russo e non lo possiamo più fare: ci siamo affidati ad altri fornitori, e adesso questi altri fornitori hanno difficoltà a fornirlo, e a prezzi aumentati. Metà della capacità di raffinazione russa è stata distrutta dagli ucraini, quindi il prezzo del gasolio non dipende tanto dal prezzo del greggio, quanto dal fatto che nessuno raffina più il gasolio” ha aggiunto
“Nel mondo ci sono elementi di oggettiva preoccupazione, esogeni alla Legge di Bilancio”, ha detto ancora, sottolineando che sul fronte europeo i progressi restano limitati: qualcosa si è mosso su euro digitale e infrastrutture di pagamento, meno sull’investment union, dove alcuni Paesi hanno presentato una proposta ma il tempo, con dicembre alle porte, stringe.
“Questa povera Europa cresce poco, e anche l’Italia cresce poco, perché alla fine ci sono tanti elementi che pesano, ma ci sono anche questi elementi di base”.
Un altro dei temi affrontati dal ministro è la corsa all’intelligenza artificiale, nella quale l’Europa tutta rischia di partecipare con un drammatico ritardo. “Gli Usa reggono la competizione con la Cina sull’IA, ma gli europei sono del tutto assenti”. Ha poi aggiunto: “Ci stiamo muovendo. Va affrontato a livello europeo”.
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