Il caffè resta un rito quotidiano irrinunciabile per gli italiani, ma il modo in cui viene preparato a casa sta cambiando più velocemente di quanto si pensi. A certificarlo sono due recenti ricerche che fotografano un mercato solido nei consumi ma in piena trasformazione nelle tecnologie di preparazione: la moka, per decenni simbolo della caffettiera italiana, ha ceduto progressivamente spazio alle macchine a capsule e a cialde.
Secondo l’ultima rilevazione di YouGov il caffè ha raggiunto una penetrazione dell’86% tra le famiglie italiane, il dato più alto degli ultimi tre anni. Cresce anche la frequenza d’acquisto, salita da 10,5 a 11 volte l’anno tra il 2021 e il 2025, così come la spesa media familiare, passata da circa 59,5 a oltre 81,8 euro annui nello stesso periodo.
È però sul fronte degli strumenti di preparazione che i dati raccontano il cambiamento più netto. Il possesso di macchine a capsule ha raggiunto ormai il 50,6% delle famiglie nel quarto trimestre 2024, con un incremento di 2,9 punti percentuali sull’anno precedente. In parallelo, il 26,4% delle famiglie possiede ormai una macchina a cialde dedicata. Di segno opposto la traiettoria del macinato tradizionale, in calo sia per penetrazione sia per acquisto medio.
L’analisi dei volumi di vendita elaborata da Circana per Nescafè Dolce Gusto conferma la portata dello spostamento. Nel 2022 il caffè macinato, ovvero il formato storicamente associato alla moka, rappresentava il 67,5% dei consumi complessivi in tazze; nel 2026 la quota scende al 54,4%, un arretramento di 13,1 punti percentuali, con un volume in flessione del 16% nell’arco dei cinque anni. Un dato che, letto insieme a quello di YouGov sul possesso delle macchine, disegna un quadro in cui la caffettiera tradizionale non è ancora scomparsa dalle cucine italiane, ma pesa sempre meno nelle scelte quotidiane di consumo.
A guadagnare terreno sono soprattutto i formati legati alle nuove macchine. Le cialde raddoppiano il loro peso, passando dal 4,5% al 10,1% dei volumi totali (+134% in cinque anni); le capsule salgono dal 15,1% al 20,5% (+41,6%); il caffè in grani, trainato dalla diffusione delle macchine automatiche, cresce dal 6,8% all’8,9% (+36,8%).
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